Il Tirreno

Montecatini

Gli albergatori vogliono un Time Out silenzioso

di David Meccoli
Gli albergatori vogliono un Time Out silenzioso

Confesercenti e Asshotel: «Nessuno critica la manifestazione, ma va condivisa» Promossi gli stand sportivi, bocciata la musica chiassosa in viale Verdi

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MONTECATINI. Eventi sì, ma nei tempi e nei luoghi adatti. E nessuno ha mai interrotto o fatto cessare alcuna attività sportiva dei bambini, anche se la prossima volta si rende necessaria un'attenta programmazione di concerto con le categorie economiche.

Confesercenti e Asshotel fanno quadrato al fianco di un loro associato, Nicola Guelfi, per raccontare come sono andati i fatti domenica in viale Verdi durante Time Out e per lanciare un appello all'amministrazione comunale.

E partiamo proprio dai fatti, allora. Domenica è l'ultimo giorno del festival della cultura sportiva e lungo l'arteria centrale della città ci sono diversi stand di discipline sportive, quello di una radio e uno spazio per un concerto di una rock band giovanile. Che suona davanti all'hotel Nizza e Suisse (da una parte) e alle Terme Excelsior (dall'altra).

«E' stato detto (non dal nostro giornale (ndr) – racconta Nicola Guelfi, titolare dell'albergo – che sono stati interrotti gli eventi sportivi a causa mia. Ma non è assolutamente vero: taekwondo, pallavolo, golf, che erano le attività praticate in quel tratto di viale, hanno tranquillamente continuato fino alla fine della manifestazione. Diverso il discorso del gruppo rock, che suonava a un volume insostenibile e con il batterista a torso nudo: anche lo stand del golf si è dovuto allontanare. Ma anche in questo caso non sono stato io a chiamare né la polizia municipale (che avevo invano invece provato a contattare il sabato), né i vigili del fuoco».

Risultato: la band ha smesso di suonare, c'è chi dice perché si sono rifiutati di abbassare il volume dagli amplificatori, come richiesto dagli agenti.

«Ma la nostra associazione – dice il direttore provinciale Confesercenti, Riccardo Bruzzani – resta a favore degli eventi: servono al rilancio della città. Devono, però, avere delle precise finalità: soddisfare la clientela e andare incontro alle esigenze di fatturato delle imprese. Per questo chiediamo al Comune di poter intervenire in una valutazione e in una condivisione delle manifestazioni. Time Out sta crescendo e nessuno critica l'evento, ma sarebbe auspicabile un'attenzione reciproca tra amministrazione e imprenditori. Non si può non tenere conto di una realtà, come quella di Asshotel, che ha oltre 3mila camere: non possiamo essere considerati solo un impaccio, serve un rapporto più costruttivo».

«Approviamo tutti gli eventi fatti finora dal Comune e per questo lo ringraziamo – aggiunge la presidente di Asshotel, Alessandra Bartolozzi – ma al contempo vorremmo contribuire nel valutare cosa è più giusto fare e cosa può essere modificato».

Quindi, chiediamo, stand sportivi nel viale Verdi sì, ma musica chiassosa no? «Proprio così», risponde Bartolozzi (anche se Guelfi avrebbe preferito spostare tutta la manifestazione in un luogo più consono, come la pineta).

zDevono essere individuate le aree caratteristiche per ogni tipologia di evento», dice Bruzzani.

La chiusura spetta a Guelfi: «Se ci viene chiesto di andare verso l'identità termale della città, allora andiamoci tutti insieme. Musica rock a tutto volume sul viale Verdi è un fatto che danneggia oggettivamente la città. Serve il dialogo: non posso pensare che se un anno fa ero contrario alla chiusura della strada al traffico, ora gli assessori (che pure sono passati nel weekend) non mi debbano neanche ascoltare…».

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