Il Tirreno

Montecatini

Ecologisti e cacciatori a pulire il Padule

di Luigi Spinosi
Ecologisti e cacciatori a pulire il Padule

Raccolte decine di sacchi di rifiuti e in mezzo al fiume spunta anche un distributore di profilattici scassinato

3 MINUTI DI LETTURA





PONTE BUGGIANESE. La cosa più strana? Probabilmente il distributore (scassinato) di profilattici che, staccato chissà dove, è stato svuotato del contenuto (sia di condom che di soldi) e poi gettato nel Pescia di Collodi. Ma ieri mattina, in Padule, i volontari che si son presentati armati di stivali, guanti e, soprattutto, buona volontà, hanno trovato davvero di tutto, ma, cosa più importante, hanno trovato un’armonia speciale, che può rappresentare la vera arma contro l’inciviltà (che, sacchi pieni alla mano, è ancora tanto diffusa). È l’armonia tra ambientalisti e cacciatori, divisi nel modo di vivere la natura, ma, fondamentalmente, uniti sul principio che, prima di decidere come viverla, la natura va protetta.

Capita così, come ieri mattina in Padule, che all’iniziativa organizzata dalla sezione Valdinievole associazione ecologista Legambiente, l’adesione più forte sia arrivata proprio dal mondo venatorio. Tra i primi a dire sì, infatti, sono stati i proprietari del versante pistoiese di “Terra Nostra Uniti”, praticamente tutti cacciatori. Così, ieri, accanto alla bandiera di Legambiente si vedevano tante persone con indosso le casacche mimetiche utilizzate per andare a caccia.

E in fondo anche quella di ieri era una battuta di caccia, nel mirino però, invece della “selvaggina”, c’erano i resti dei “selvaggi a due gambe”, di quelli che trovano faticoso, una volta finito di bere, portarsi dietro la bottiglia vuota. O, peggio, che vedono nel Padule una comoda discarica a costo zero. L’azione dei “ripulitori”, ambientalisti e cacciatori, coadiuvati anche da una squadra della protezione civile di Pescia, si è concentrata in un angolo di Padule al confine tra Ponte Buggianese e Fucecchio, nella zona in cui il fiume Pescia di Collodi e il canale Sibolla corrono vicini tra loro.

L’azione si è limitata a un’area tutto sommato limitata, ma è stato più che sufficiente a impegnare i volontari e a riempire, in un paio d’ore, decine di sacchi di rifiuti, di ogni tipo. Il più diffuso era rappresentato proprio dalle bottiglie di plastica. Qualcuna forse arrivata da monte, portata durante le piogge (e comunque a suo tempo buttata da qualche incivile), ma la maggior parte scagliate dai finestrini o lasciate durante qualche picnic, assieme a posate di plastica, lattine vuote e bottiglie in vetro.

Non mancavano poi rifiuti più ingombranti, come pneumatici, il telaio di una moto e un telaio da tessitura, parti di auto, fino alla scoperta più curiosa, quella, appunto, del distributore di profilattici.

Ma a fronte di tanti esempi di “inciviltà passiva”, quella cioè di chi abbandona i suoi rifiuti dove capita, ancora più numerosi e gravi sono gli esempi di “inciviltà attiva”, quella praticata da chi approfitta dell’isolamento offerto dal Padule per smaltire rifiuti . Stiamo parlando degli scarti dell’edilizia. Mattoni, calcinacci, vetri, o persino vecchi sacchi di cemento inutilizzati e trasformatisi in pietre. Si son trovati dappertutto: nei fossati e, in particolare, nelle piccole radure nascoste dalla vegetazione. E in un caso non erano solo calcinacci, ma anche pericolosi resti di Eternit che, non essendo attrezzati per la rimozione, i volontari han dovuto lasciare dove li avevano trovati.

Alla fine tanta amarezza di fronte a tutta questa inciviltà, ma anche soddisfazione per i risultati. Mentre ecologisti e cacciatori parlavano già della prossima campagna di ripulitura.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web