Il Tirreno

Montecatini

a castelvecchio

Brucia una cabina Enel e scoppia la protesta

«Adesso basta, non possiamo più convivere con la paura di un incendio, l’Enel deve intervenire e spostare quella cabina, perché la sicurezza è un diritto»: la protesta arriva da Castelvecchio

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. «Adesso basta, non possiamo più convivere con la paura di un incendio, l’Enel deve intervenire e spostare quella cabina, perché la sicurezza è un diritto»: la protesta arriva da Castelvecchio, nel cuore della Svizzera Pesciatina, dove ieri mattina sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per spegnere l’incendio sviluppatosi in una cabina di trasformazione dell’Enel. Un incidente certo, ma non il primo del genere in quel punto, e la cosa sta facendo preoccupare e arrabbiare i paesani, anche perché quella cabina non è isolata in mezzo al nulla, ma a due passi da case e auto.

«È la seconda volta che succede in pochi anni – protestano i residenti – anche questa mattina (ieri per chi legge ndr) le fiamme si sono sviluppate a pochi metri dalle abitazioni e le fiamme hanno rischiato di estendersi anche alle auto parcheggiate in zona».

La cabina di trasformazione “incriminata” si trova, infatti, all’ingresso di Castelvecchio nella parte bassa del paese, proprio dove si trova anche il parcheggio utilizzato da visitatori e abitanti. «Quando il trasformatore è saltato e ha preso fuoco ha schizzato una sostanza oleosa dappertutto – prosegue la testimonianza – comprese le auto in sosta. Non sappiamo se quella sostanza è infiammabile, anche se lo temiamo. E se l’incendio si fosse esteso alle auto? Da quando abbiamo dato l’allarme sono passati circa quaranta minuti prima dell’arrivo dei vigili del fuoco. Del resto è inevitabile visto il posto in cui ci troviamo. Se per colpa di quel trasformatore l’incendio si fosse esteso alle case o alle auto (e meno male che in quel momento da lì sotto non stava passando nessuno) il fuoco avrebbe avuto tutto il tempo di far danni, e dopo? Chi ci ripagava (sempre ammesso che avesse provocato solo danni materiali)? Noi chiediamo solamente il rispetto del principio della sicurezza, non ci sembra di chiedere la luna. Basterebbe spostare quel trasformatore di una cinquantina di metri, magari in un campo isolato, visto che lo spazio c’è. Non ci pare una cosa impossibile. Almeno dopo vivremmo tutti più tranquilli».

Dall’Enel però – si sostiene a Castelvecchio – non c’è stato alcun riscontro alle richieste degli abitanti, al punto che, con la Pro loco del paese, i residenti stanno pensando di dar vita a una qualche forma di mobilitazione, per esempio un comitato, per far sentire la propria voce e trovare quella che viene definita «una semplice soluzione di buonsenso».©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa