Dai calzaturifici un aiuto ai terremotati
Raccolta di scarpe da inviare a chi ha perso tutto nel sisma, mentre si sta pensando a progetti intercomunali
MONSUMMANO. Le calzature per il popolo terremotato dell’Emilia. È in corso una gara di solidarietà per raccogliere il maggior numero possibile di scarpe da destinare alle persone che hanno dovuto abbandonare le proprie case per rifugiarsi nelle tendopoli e negli accampamenti. A lanciarla, nella mattinata di giovedì, è stato il sindaco Rinaldo Vanni: «Ascoltando la radio ho sentito una signora emiliana che diceva di essere rimasta con le sole ciabatte. Allora mi è venuta l’idea: Monsummano ha molte aziende che producono calzature e così ho subito dato mandato agli uffici per cercare di contattarle».
I dipendenti comunali si sono attivati telefonando a una ventina di ditte della zona, il cui numero è destinato a crescere in questi giorni. «La proposta è stata accettata di buon grado e nessuno si è tirato indietro – continua il sindaco – è nostra intenzione raccogliere i modelli ormai superati, quelli invenduti, quelli magari con qualche difetto di fabbricazione e i modelli campione. Al momento dovremmo essere arrivati a circa 300 paia di scarpe nella nostra disponibilità e che recapiteremo già all'inizio della prossima settimana alle popolazioni colpite dal sisma. Vorrei andare di persona, con una delegazione del Comune, a consegnare i prodotti».
L’amministrazione sta anche valutando di stringere una collaborazione con un singolo Comune del modenese per aiutare in maniera diretta i cittadini e per cercare di alleviare, per quel che è possibile, i disagi e le preoccupazioni: «Questa iniziativa, oltre a portare un messaggio di solidarietà e vicinanza ai nostri concittadini italiani, dà un aiuto concreto alle persone».
Anche le associazioni di volontariato cittadine (Misericordia, Pubblica Assistenza e Croce Rossa) dovrebbero fare la loro parte in questa mini mobilitazione partita all'improvviso ma che pare già avere un suo seguito: «Vorrei chiedere alle associazioni di aiutarci nella raccolta e nel trasporto delle scarpe», spiega ancora Vanni, che poi annuncia l’interesse della conferenza dei sindaci (che si riunirà la prossima settimana), per progetti di più ampio respiro in favore dei territori danneggiati dal terremoto.
«Visto il successo del mio appello – chiude il sindaco – passata la più stretta emergenza vorrei chiedere ai primi cittadini della Valdinievole di fare qualcosa in modo congiunto: potremmo per esempio acquistare una quantità di forme di formaggio rimaste senza collocazione nelle aziende emiliane danneggiate».
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