Il dolore
Tecnici israeliani studiano la gestione della discarica
Dopo le visite da Usa, Australia, Macedonia e Argentina il Fossetto continua a rappresentare un modello da seguire
MONSUMMANO. La discarica del Fossetto come modello da studiare ed esportare. È dei giorni passati la visita di una delegazione israeliana all’impianto di trattamento e smaltimento rifiuti che serve circa 90mila persone di otto Comuni della Valdinievole (a eccezione di Pescia, Larciano e Lamporecchio).
Sono arrivati a Monsummano Guy Samet, direttore del distretto sud del ministero della Protezione Ambientale di Israele, Mordekhai Danan, e Nati Paz e Uzi Rubinstein, della società Negev Ecology, azienda che opera nel settore della gestione dei rifiuti. La visita aveva come obiettivo principale la verifica e la valutazione sul campo del sistema di trattamento del rifiuto organico attivo all’impianto, che associa il confinamento ambientale dei teli in goretex al controllo automatizzato di processo realizzato dalla Bioe srl di Milano. La delegazione ha poi visitato anche la discarica e la sezione di selezione meccanica del rifiuto urbano: questo tipo di trattamento della frazione organica (con un processo simile al compostaggio che abbatte la “putrescibilità” del rifiuto e i suoi effetti, ossia odori molesti, emissioni di percolato e di gas inquinanti) è stato rilevato e studiato dagli ospiti.
Il pool di esperti arrivati da Israele, è l’ultimo di una serie di gruppi di professionisti che hanno voluto vedere di persona il funzionamento dell'impianto del Fossetto.
La discarica è stata meta nel tempo dello staff dell’ufficio del governatore delle isole Hawaii, del general manager della società Cedar Grove di Seattle dello stato di Washington, della Brambles Industrial Services di North Sydney, di esponenti del ministero dell’Ambiente della Macedonia, dei rappresentanti della Società Tecsan di Buenos Aires e, infine, di istituzioni pubbliche come l’Università di Reggio Calabria, l’istituto per lo studio degli ecosistemi e quello di geoscienze e georisorse del Cnt di Pisa e il Consorzio italiano compostatori.
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