Sicurezza
Attacco al patto Udc–Pd
A Pieve polemiche dal Pdl e dal movimento civico
PIEVE A NIEVOLE. Ancora contrasti nella scena politica del paese. Pd e Udc annunciano in via ufficiale l’alleanza che li vedrà correre sotto un unico simbolo alle amministrative del 2014 e, a stretto giro di posta, arrivano le reazioni del movimento Pievarini Attivi e del Popolo della Libertà.
«Dichiariamo già ora – scrivono i Pievarini Attivi – che è nostra intenzione andare da soli di fronte agli elettori. Inizieremo fin da subito a lavorare per formare una squadra nuova di candidati e per stilare il programma elettorale. Ci prepariamo in totale autonomia e ci rammarichiamo per il futuro della giunta, perché questa alleanza va a impoverire l’ormai disastrata opposizione a Pieve».
Alessandro Rossi, capogruppo Pdl, da parte sua afferma che l’accordo tra Pd e Udc è passato «dalla clandestinità all’ufficialità, con buona pace dei pievarini che hanno votato Udc, ritenendo di appartenere a un partito di opposizione e accorgendosi invece di aver regalato voti alla sinistra, grazie ai soliti, ma per adesso sempre efficaci, inciuci della vecchia politica di poltrona. L’opposizione non ha mai potuto contare sull’Udc, il cui rappresentante era sempre troppo preso tra smanie di protagonismo e imbarazzanti dichiarazioni per compiacere la maggioranza. Quel che resta all’opposizione è sconfortante, i pievarini che mi hanno votato mi considerano l’ultimo dei Mohicani: con questo spirito porterò avanti il mio mandato”.
«Come al solito - è la replica del segretario dell’Udc Mario Parlanti – il consigliere Rossi non ha capito, o forse non vuole capire. L’intesa Udc–Pd non è un gioco di potere. L’Udc resta all’opposizione, non partecipa alla giunta, non prende poltrone o quant’altro: è solo un voler comunicare ai pievarini, in questo difficile momento, che è finito un modo vecchio, intrigante di far politica, e che si stanno sperimentando, alla luce del sole, nuove vie partecipative nel governo del paese. Sarebbe facile ricordare a Rossi, prima di elargire sentenze, di guardare bene a casa sua, dove il suo gruppo consiliare, si fa per dire, non è più quello votato dagli elettori, diviso com’è tra Lega, assenze croniche e faide interne. Ma questo non ci interessa, anche se potrebbe essere facile ricordare che l’elettorato Pdl di Pieve ormai mi pare abbia ben pochi riferimenti consiliari. L’intesa raggiunta col Pd non è che un voler contribuire da opposizione con la maggioranza (e con chi altro?), alla soluzione dei problemi di Pieve in modo costruttivo e non in modo sterile e ideologico come fanno altri. Se poi l’opposizione non ha contato sull’Udc lo lasci giudicare, come facciamo noi, dagli elettori: senza dubbio però ha fatto di più per Pieve l’Udc che lo sgangherato gruppo di Rossi».
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