Sicurezza
Soste a pagamento all’ospedale Dubbi sulla loro legittimità
Secondo una lettura del codice della strada potrebbero essere considerati irregolari Intanto crescono le proteste e si assiste a parcheggi selvaggi nei punti più improbabili e pericolosi
PESCIA. Mentre l’incontro tra Comune e Asl si è chiuso – almeno per il momento – con un nulla di fatto, crescono uteriormente i dubbi e le perplessità sul piano dei parcheggi a pagamento, e in particolare di quelli dell’area ospedaliera. E mentre per domani mattina (alle 9) è prevista la manifestazione del personale del Cosma e Damiano, per dire no alla sosta a pagamento, stanno emergendo alcune perplessità riguardo al progetto complessivo.
Al momento di ufficiale ci sono solo la notizia di un prossimo incontro tra Comune e PePar (la società aggiudicataria del project financing) e di un richiamo da parte dell’ufficio tecnico per alcune non meglio precisate “piccole irregolarità” nell’esecuzione dei lavori. Però, col passare dei giorni, mentre la preoccupazione principale pare essere quella di rinfacciarsi le responsabilità del piano, crescono le perplessità sul progetto. Alcune di carattere pratico, altre, invece, di carattere legale.
Un paio di esempi. Il caso degli immobili privati che hanno l’accesso che si affaccia sull’area del parcheggio a pagamento, al quale si potrà accedere solo attraverso una sbarra: è stata trovata una soluzione per garantire il passaggio degli aventi diritto?
C’è poi un altro aspetto apparentemente sottovalutato: l’introduzione dei parcheggi a pagamento potrebbe non rispettare un articolo del codice della strada. Stiamo parlando dell’articolo 7, al comma 8: «Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta (...) su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare un’adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta». In sintesi, tanti posti a sosta “regolamentata” si creano, tanti se ne dovrebbero fare a sosta libera.
Certo, esistono delle eccezioni, indicate nello stesso articolo: le aree pedonali (e non è questo il caso), le aree a traffico limitato (e ancora non è questo il caso) e le zone che, sulla base di una legge del 1968, fanno parte del centro storico. E qui sta il dubbio: può essere considerata la zona ospedaliera quale “centro storico”. Forse sì, ma forse anche no: insomma, trasformare a pagamento tutti i parcheggi dell’area potrebbe prestare il fianco anche a eventuali opposizioni, con esiti tutt’altro che scontati.
In sostanza, una gran confusione da qualsiasi lato la si guardi, mentre, nel frattempo, si leva un altro tipo di protesta legato ai lavori (con relativa chiusura di numerose aree di sosta). La fame di posti auto si traduce in veicoli in sosta, nonostante il divieto, nei posti più improbabili. In particolare in via Colli per Uzzano, con elevato rischio di incidenti.
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