Sicurezza
Contabile della camorra condannato a dieci anni
Dal 2003 viveva in città ma per i giudici continuava a gestire i soldi del clan Gionta per stipendiare gli affiliati e pagare le spese legali alle famiglie dei detenuti
MONTECATINI. Lo avevano arrestato a Torre Annunziata nel novembre 2008, ma dal 2003 viveva in un lussuoso appartamento in affitto in via Bernini. Viene scritta anche con la storia di Vincenzo Pisacane, 55 anni, detto “ Bombolone” , l’ennesima pagina sulle infiltrazioni criminali in Valdinievole.
Quello che era considerato il contabile della camorra è stato condannato, con il rito abbreviato, a 10 anni per traffico di droga e associazione camorristica.
Nei confronti di Pisacane nel dicembre 2008 erano scattati anche sequestri per un milione di euro con i sigilli a un appartamento a Torre Annunziata; a uno in via Friuli a Montectini con box auto; a una Smart; a cinque scooter e moto tra Honda, Ducati, Aprilia e a svariati rapporti postali e bancari nella filiale del Monte dei Paschi di piazza del Popolo.
Vincenzo Pisacane dal gennaio 2003 aveva preso la residenza in città con la sua famiglia.
Secondo gli investigatori l'uomo aveva il ruolo di contabile del clan Gionta attivo fin dagli anni Settanta a Torre Annunziata nei business dell'estorsione e del traffico di droga.
L’operazione “Alta marea”, diretta della direzione distrettuale antimafia di Napoli in collaborazione con la squadra mobile di Pistoia, portò alla luce un “fatturato” di almeno cinque milioni di euro al mese, solo con la vendita della droga.
Per i magistrati della Dda napoletana Pisacane si era conquistato la fiducia dei boss al punto da gestire i bilanci della cosca.
Tra i suoi compiti è stato accertato anche quello di pagare gli stipendi agli affiliati e alle famiglie dei carcerati, oltre alla liquidazioni delle spese legali sostenute nei numerosi processi.
La figura di Vincenzo Pisacane emerge anche in altre inchieste del passato.
Alcuni pentiti hanno parlato di “Bombolone” come di un intermediario del clan che aveva "carta bianca" nella gestione delle alleanze per la droga. In particolare Pisacane avrebbe stretto accordi con gli scissionisti del clan Mariano dei Quartieri Spagnoli a Napoli.
In Valdinievole era arrivato nel 2003, dopo aver scontato una condanna in Campania, dichiarando come professione ufficiale un’attività di commerciante.
I contatti con il paese d'origine, però, non si erano mai interrotti.
A Montecatini aveva guadagnato spazio nei fascicoli delle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio. Piccole truffe e assegni scoperti.
Poca roba rispetto alle accuse tradotte in una condanna a 10 anni che sta scontando nel carcere di massima sicurezza Badu’e Carros in Sardegna.
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