Attenzione
Parla con una lucciola: condannato a pagare 2mila euro al Comune
L’aspirante cliente ha perso due ricorsi davanti ai giudici Il conto finale lievitato per le spese legali del contenzioso
MONTECATINI. Parlare con una prostituta può costare fino a 2mila euro.
Niente escort di lusso. Loro, le femme fatale, non accetterebbero il pagamento a rate a cui ha fatto ricorso un aspirante cliente delle belle di notte schierate nelle strade di Montecatini. I soldi non finiranno nella borsetta di una squillo, ma in quella più sobria dell'amministrazione.
La storia del potenziale consumatore di sesso a pagamento, un trentenne di Lunata nel Comune di Capannori, partito per una serata trasgressiva e tornato a casa con un verbale di 400 euro, è finita per due volte davanti a un giudice. E ogni volta la legge gli ha dato torto. Per effetto delle sentenze il conto finale, tra sanzione originaria e spese varie, è lievitato a 2.055 euro. Rispetto al primo importo la somma è quintuplicata e il capannorese ha chiesto e ottenuto di poterla pagare a rate versando subito 200 euro dopo aver ricevuto l'atto di precetto del Comune: l'ente batteva cassa per non aver visto un centesimo dei soldi riconosciuti dal Tribunale.
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