La manifestazione
Agente arrestato dal suo capo in ufficio
Il poliziotto è accusato di aver avvertito diverse lucciole dei controlli anti-prostituzione in cambio di prestazioni in natura
MONTECATINI. Quando il capo lo ha convocato nel suo ufficio per dirgli che era in arresto è rimasto sbalordito. Lui, agente delle volanti, poi alla centrale operativa, 38 anni, di Monsummano, in un attimo è passato dall’altra parte della barricata, finendo in cella per violazione aggravata del segreto d'ufficio e favoreggiamento della prostituzione.
Sesso e favori. Lo accusano di aver passato in anticipo informazioni sui controlli anti-prostituzione a diverse lucciole romene e dell’Est che, in cambio, si sdebitavano con prestazioni sessuali. Stando ai riscontri non sarebbero girati soldi. La contropartita delle soffiate era in natura e andava avanti da diversi mesi. È stato il dirigente Corrado Mattana a eseguire martedì sera l’arresto all’interno del commissariato. Dopo una notte in camera di sicurezza, mercoledì mattina il poliziotto è stato trasferito al Santa Caterina. Ieri si è tenuto l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Roberto Tredici che ha firmato la misura di custodia cautelare chiesta dal pm Claudio Curreli e dal facente funzioni di procuratore capo, Giuseppe Grieco.
Comportamento disinvolto. Il sospetto che qualcosa non quadrasse risale all’inizio dell’anno. Sul tavolo del dirigente arriva una segnalazione sul modo di muoversi dell’agente. I sentori di un comportamento definito disinvolto e anomalo verso il mondo delle squillo spingono i colleghi ad approfondire vita privata e professione dell’uomo.
Intercettazioni. Scattano i pedinamenti e un telefonino in uso al poliziotto viene messo sotto controllo. Il fatto che sia intestato a un clandestino insospettisce chi indaga. Il quadro accusatorio si arricchisce con i contenuti delle telefonate con diverse prostitute, sia in strada che in appartamento, le quali vengono avvertite in caso di controlli. Ancora devono essere ascoltate le giovani con cui l’uomo era in contatto e con le quali risultano numerose conversazioni e sms.
L’inchiesta. La delicatezza dell’indagine su un poliziotto non fa venir meno la fiducia della Procura nei confronti del commissariato. Il pm Curreli affida al dirigente Mattana il compito di fare luce su una situazione che vede gli agenti mettere sotto la lente un collega, la cui vita dentro e fuori il commissariato viene vivisezionata. Lo fanno senza indulgenze fino a quando, raccolti gli elementi del pool interno incaricato di seguire l’indagine, spediscono gli atti sul tavolo del pm. Il sostituto Curreli non ritiene necessario interrogare l’agente. Quello che è scritto nelle informative dei colleghi è sufficiente per chiedere e ottenere l’arresto in carcere del poliziotto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
