Il dolore
Rapina in villa, il racconto di Angeli "Minacce di violenza contro mia figlia"
Il racconto-choc di Angeli: se non aprivo anche la seconda cassaforte hanno detto che si sarebbero divertiti con lei
PESCIA. «Dopo aver aperto la prima cassaforte mi hanno chiesto dov’era la seconda. Ho risposto che non c’era. Allora uno della banda mi ha minacciato: “Va bene, la cerco da solo, ma se la trovo poi ci divertiamo con tua figlia”. E così ho aperto anche l’altro forziere. Non erano ancora contenti e volevano anche una terza cassaforte. A quel punto ho detto basta. Non ce ne sono altre. Cercate pure».
Seduto alla scrivania nell’azienda di prodotti petroliferi di Castellare che porta il suo nome, l’imprenditore Marco Angeli, 49 anni, di Montecarlo, riflette a mente fredda sulla rapina subìta con moglie e figlia nella notte tra sabato e domenica.
Ricorda con voce scossa quello che lui e suoi familiari hanno passato. Ma il pensiero viene proiettato verso il futuro. A quella serenità sconvolta dal blitz dei cinque banditi che ha segnato la famiglia dell’imprenditore violandone l’intimità domestica.
Una quotidianità intaccata dalla consapevolezza di essere vulnerabili e bersaglio di malviventi che non si fanno scrupoli a minacciare violenze sessuali per ottenere il bottino.
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