La manifestazione
Centro di riciclaggio dei rifiuti
È la proposta dei consiglieri Balcarini e Menchi per la “seconda vita” della discarica del Fossetto
MONSUMMANO. Un centro servizi su tre ettari di superficie dove rilavorare il rifiuto durevole e non pericoloso. Un magazzino di interscambio per quei beni che, pur avendo esaurito il loro ciclo primario di vita, possono essere avviati a nuovi usi evitando lo smaltimento. E una palazzina in categoria energetica A (con l'utilizzo dell'energia rinnovabile) dove, con l'aiuto di imprenditori e università, fare ricerca e progettazione. Hanno le idee chiare Giampaolo Balcarini e Paolo Menchi, capigruppo in consiglio comunale uno della lista civica “Insieme per la tua Monsummano” e l'altro di Rifondazione comunista. Queste idee, che poi sono proposte concrete per la riqualificazione della discarica del Fossetto, fanno parte di un'osservazione presentata al Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti di Ato Toscana Centro per le province di Pistoia, Prato e Firenze.
«Nel piano – dicono i due consiglieri – è prevista per la nostra discarica la chiusura fino ad esaurimento nel 2019 e una risagomatura delle due vasche oggi utilizzate per l'accumulo dei rifiuti con la creazione di un'ulteriore vasca più piccola. Il Comune, per valorizzare l'area della discarica quando questa smetterà di funzionare (anche se dovrà essere monitorata per almeno 30 anni, ndr), ha approvato un progetto per un parco giochi aperto alla cittadinanza che però dovrebbe sorgere in una zona ben lontana dall'impianto, e che toccherà solo marginalmente l'impianto stesso. Noi, per non lasciare a se stessa la struttura e i terreni ad essa adiacenti (peraltro ora occupati dagli addetti che gli hanno dato nuova vita con orti, tavolini e così via) abbiamo pensato di rilanciarla con alcune proposte che, in tutto, porterebbero ad un investimento di 4-5 milioni di euro».
Il centro servizi di Balcarini e Menchi, ad esempio, servirebbe per rilavorare il 30 per centro del rifiuto differenziato che rimane dopo il primo passaggio del normale ciclo di smaltimento, così «da ridurre il rifiuto finale da mandare in discarica». Il magazzino di interscambio («una sorta di rigattiere», chiosano i consiglieri) potrebbe portare al recupero del rifiuto (come ad esempio una vecchia cucina) proveniente sia dall'indifferenziata sia dalla differenziata spinta, per poi modificarlo e riutilizzarlo ad altri scopi con costi sostenibili. La palazzina ad energia verde, infine, sarebbe luogo privilegiato di ricerca e sperimentazione aperta a finanziamenti pubblici e privati, con accordi da ricercare negli enti accademici. «Noi consideriamo il rifiuto non come materiale di cui disfarsi immediatamente – chiudono Balcarini e Menchi – ma come materiale da valorizzare e da recuperare. E le volumetrie delle discariche possono essere riutilizzate per raggiungere il tempo del rifiuto zero, senza aprire nuovi impianti. Le nostre proposte sul Fossetto hanno proprio questi obiettivi: diminuzione del rifiuto, riutilizzo delle aree esistenti, oltre al sostegno al lavoro e al settore della ricerca scientifica».
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