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Il maxi-Pinocchio “nato” da un albero made in Svizzera

Il maxi-Pinocchio “nato” da un albero made in Svizzera

«Siamo davvero soddisfatti nell’ammirare il grande Pinocchio che la Fondazione Collodi e l’Atelier Volet hanno realizzato per Collodi con il nostro albero. Dalle nostre foreste vengono...

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PESCIA. «Siamo davvero soddisfatti nell’ammirare il grande Pinocchio che la Fondazione Collodi e l’Atelier Volet hanno realizzato per Collodi con il nostro albero. Dalle nostre foreste vengono esportate tonnellate di legno ogni giorno, ma sotto forma di assi che non rendono l’idea della maestà dei nostri alberi. Qui invece una grande pianta continua a vivere nella sua grandezza, e potrà essere ammirata anche dalle generazioni future».

Così dichiara Pierre Hauser, assessore alle Foreste e vicesindaco, a nome dei 22 abitanti di Burtigny, giunti in delegazione a Collodi (nella foto). Del gruppo fanno parte anche il sindaco Georges Kaefer, e l’ingegnere forestale Bernard Pichon, che ha selezionato la pianta da tagliare per il grande Pinocchio. Ma sono anche gitanti, adulti contenti come bambini di passeggiare in una bella giornata primaverile tra i sentieri del Parco di Pinocchio, perdersi nel verde del Giardino Garzoni, ammirare a bocca aperta le straordinarie farfalle della Butterfly House, per poi farsi fotografare tutti insieme, un gruppo sorridente e orgoglioso, ai piedi del Pinocchio in legno più alto del mondo: 16 metri, collocato a fianco del Parco di Pinocchio, in atto di mostrare con la mano Collodi Castello e la Villa Garzoni.

Dai loro altissimi abeti in passato si ricavavano pennoni per i velieri. E da questo cantone delle foreste, spesso gestite comunitariamente dai residenti, è stato tratto - offerto in dono dal Comune di Burtigny e con il beneplacito della locale Cooperativa dei boscaioli - l’abete di circa 120 anni di età servito ai carpentieri - anch’essi svizzeri - dell’Atelier Volet di St. Legier-la-Chiesaz per il Pinocchio gigante di Collodi, che dal 2009 accoglie sorridente i visitatori in un’area verde allestita dalla Fondazione Collodi e aperta anche agli abitanti del paese.

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