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Sosta a pagamento al Cosma e Damiano Dipendenti furiosi

Sosta a pagamento al Cosma e Damiano Dipendenti furiosi

La Cisl: «Il Comune non vuole rispettare l’accordo con l’Asl» Chiesto l’intervento del direttore generale Scarafuggi

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PESCIA. Monta la protesta tra i dipendenti dell’ospedale in vista della sosta a pagamento per i nuovi posti auto intorno al Cosma e Damiano. La Cisl Funzione Pubblica provinciale chiede l’intervento del direttore generale Alessandro Scarafuggi per evitare l’introduzione del balzello a carico del personale sanitario.

«Alla luce dell’inizio dei lavori per la delimitazione dei parcheggi a pagamento all’ospedale – afferma il sindacato – e preso atto che l’amministrazione pare non voglia dare seguito a quanto concordato nell’ultimo incontro tra l’azienda Asl 3, le sigle sindacali e lo stesso Comune (ricerca di soluzioni alternative e successivi confronti), chiediamo un intervento urgente al fine di tutelare i dipendenti che prestano servizio al Cosma e Damiano».

La Cisl invita il direttore generale a non sottovalutare la situazione di tensione che sta montando, ormai da mesi, nel nosocomio pesciatino.

«Quest’ultimo problema non è, infatti, che l’ultimo anello di una lunga catena di problemi che da ormai tempo volteggia sulla testa dei lavoratori (vedi riorganizzazioni varie, chiusure più volte ventilate di reparti, mancato rinnovo contrattuale, etc) che rischia seriamente di fare traboccare il vaso – aggiunge il sindacato -. A nostro giudizio la situazione è giunta al limite del sopportabile, tutti i lavoratori, senza eccezione alcuna, avvertono tutto ciò come l’ennesima “forzatura”, un ulteriore balzello da pagare, senza alcun minimo confronto, senza la possibilità di aver fatto proposte alternative di salvaguardia, senza che nessuno sia riuscito a tutelare l’interesse, legittimo, dei lavoratori».

Nell’appello a Scarafuggi il sindacato invoca «un forte intervento sia verso l’amministrazione, sia verso la ditta Pepar parcheggi. La nostra organizzazione sindacale si rende disponibile sin da subito a partecipare a qualsiasi tavolo di confronto venga aperto sull’argomento. In assenza di risposte non potremmo che attivarci con manifestazioni e forme di protesta, anche popolari, al fine di tutelare al meglio l’interesse di tutti i dipendenti».

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