Il Tirreno

Montecatini

Senza risposte il bando contro gli sfratti ai morosi

di Luca Signorini
Senza risposte il bando contro gli sfratti ai morosi

Nonostante 36 casi registrati di famiglie che rischiano di restare senza casa nessuno ha chiesto i contributi, c’è il dubbio di una scarsa informazione

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. Sono passate più di tre settimane e nessuno, ma proprio nessuno, si è fatto avanti per chiedere il contributo straordinario stanziato dalla Regione contro l’esecuzione degli sfratti per morosità.

Soni i cosiddetti “sfratti incolpevoli”, causati dall'impossibilità di pagare l’affitto dopo un inaspettato licenziamento o una malattia grave, o l’infortunio o il decesso di un componente familiare. Per questa vole la Regione ha destinato fondi ai diversi Comuni. A Monsummano, ad esempio, sono toccati 34mila euro, soldi sufficienti – secondo Firenze – per alleviare le situazioni delle 36 famiglie colpite dalla notifica di sfratto lo scorso anno.

La misura sperimentale pareva quasi una manna dal cielo in momenti di crisi economica e di sempre minori risorse da destinare al settore sociale. Di più c’è che il fondo non fa parte di un bando pubblico a cui viene allegata una graduatoria stilata per punteggi e requisiti, ma di un semplice avviso a cui le famiglie possono rispondere presentando i documenti necessari, che il Comune valuterà caso per caso fino a esaurimento risorse. Come dire: chi prima arriva prima alloggia.

E allora quali sono i motivi dell’assenza di richieste, visto che l’avviso è pubblico ormai dal 16 aprile scorso (e lo sarà fino al 31 ottobre)? Ci può essere una sola considerazione positiva contro le molteplici negative. Quella positiva: le 36 famiglie monsummanesi colpite dall’avvio del procedimento di sfratto hanno risolto il problema da sole.

E poi quelle negative. La Regione, il Comune e la Spes, la Società pistoiese di edilizia sociale incaricata di elargire il contributo (con un massimo di 12 mensilità), non hanno saputo comunicare al meglio la nuova possibilità a chi è a rischio casa. Oppure sono gli interventi programmati, opera della Regione, a lasciare il tempo che trovano. Quelli iniziali erano due: la prosecuzione del contratto con la rinuncia allo sfratto o la stipula di un nuovo contratto più vantaggioso (ma sempre nell’abitazione da cui gli inquilini erano invitati a traslocare). In un secondo momento, il Comune di Monsummano ha chiesto e ottenuto l’inserimento di una terza condizione: la possibilità per l’inquilino moroso di trovare un diverso alloggio da quello occupato al momento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web