Attenzione
Rischio di dissesto finanziario «Il sindaco si deve dimettere»
Da sinistra arriva una richiesta di dimissioni indirizzata al sindaco, cui fa eco la lista civica che solleva la questione dell’inattendibilità della relazione presentata dalla giunta
PESCIA. Da sinistra arriva una richiesta di dimissioni indirizzata al sindaco, cui fa eco la lista civica che solleva la questione dell’inattendibilità della relazione presentata dalla giunta alla Corte dei Conti. Il motivo del contendere è, infatti, il rischio di dissesto finanziario del Comune di Pescia.
«Visti i tempi assai ristretti che la Corte ha concesso al Comune di Pescia per risistemare la situazione economica e finanziaria – scrivono Rifondazione, Sel e Idv al sindaco– l’ente deve adottare, con tempestività, gli interventi correttivi contabili e gestionali. E in mancanza del raggiungimento degli obiettivi previsti e richiesti sarà avviata la procedura di dissesto finanziario. Visto il reale pericolo di dissesto finanziario, già in essere, chiediamo a viva voce le dimissioni immediate, per incapacità politica (in quanto è stato fallito l’obiettivo primario del tanto sbandierato “risanamento del bilancio” che per la sua arroganza e supponenza, ha portato al dissesto) e per l’incapacità gestionale, sua e della giunta da lei presieduta».
«È vero - continua la nota, che allarga il quadro delle responsabilità – che la gestione Marchi, ha fallito, ma è anche vero che il fallimento, dovuto alle criticità segnalate, erano già presenti nelle gestioni precedenti e probabilmente altre forze politiche erano a conoscenza di quanto esposto dalla Corte dei Conti. L’errore politico consapevole commesso dalla maggioranza Marchi è quello di aver approvato il bilancio 2009, e aver prodotto la relativa tabella ai parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale, dal quale si evidenzia che l’ente non è strutturalmente deficitario».
Sugli errori condivisi con le passate amministrazioni insiste anche la lista civica Pescia Democratica, nata proprio attorno alla questione bilanci: «Ribadiamo come i problemi strutturali del bilancio di questo comune siano cominciati sotto la precedente amministrazione Abenante, mentre quella attuale ha la colpa non meno grave di aver nascosto per tre anni la testa sotto la sabbia ».
«Pescia Democratica – continua la lista civica – è nata dopo che 5 consiglieri dell’allora Pd votarono nel 2009 contro il bilancio preventivo, argomentando con le stesse ragioni che ora evidenzia la Corte dei Conti, e per questa ragione furono espulsi dal Partito con infamia. Non siamo contenti di aver avuto ragione. A questo punto la situazione finanziaria del Comune è al collasso e, rispetto alle prescrizioni della Corte sottolineamo come non sia nemmeno più valido il piano di rientro triennale varato dalla giunta Marchi lo scorso anno, che prevedeva la vendita di beni immobiliari peraltro verificatasi solo parzialmente e in modo insufficiente. E teniamo presente che la Corte relaziona sul consuntivo 2010, mentre quello 2011 è anche messo peggio se possibile».
Insomma per Pescia Democratica la situazione è insanabile: «Non vediamo proprio cosa possa essere studiato in questi sei mesi per rientrare di oltre 5 milioni di euro di deficit strutturale dopo non aver fatto niente per tre anni. Quindi stiamo andando incontro a un’inevitabile procedura di dissesto, non prenderne atto a questo punto sarebbe oltremodo irresponsabile. A questo punto ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità anche rispetto a elementi gravi che emergono dalla relazione della Corte. Ne citiamo due: il fatto che siano stati cancellati dai residui passivi poste che avevano ragione di sussistenza; il passaggio dove si evidenzia che sono stati trasmessi alla stessa Corte dati non veritieri e alterati. Ci piacerebbe sapere chi si è preso la responsabilità in Comune di firmare quegli atti?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google