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Il parco dimenticato di Villa Ankuri Verde senza cure

Il parco dimenticato di Villa Ankuri Verde senza cure

Viaggio tra panchine coperte di foglie e giochi rotti La Destra: «Rischiamo di perdere un gioiello di tutti»

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BUGGIANO. Ultimamente è ritornata alla ribalta delle cronache, a causa della riapertura della contesa legale sulla sua proprietà. Ma se l’attenzione sulla vicenda giudiziaria è alta, un po’ più terra terra è quella sull’aspetto materiale del contendere. Stiamo parlando di Villa Ankuri e, più in particolare del suo parco. Un’area a verde teoricamente pubblica, ma praticamente trascurata e dimenticata dagli stessi cittadini che potrebberlo viverla e dalle istituzioni che, invece, dovrebbero averne cura.

Il parco, che fa parte del complesso di proprietà (contesa) di Asl e Provincia, si trova al confine tra due Comuni – Buggiano e Massa Cozzile – e se si esclude la parte più a ridosso della via Lucchese (in particolare nella zona del “Colombaione” verso Buggiano, sede anche di manifestazioni ricreative), è poco vissuto e, soprattutto, poco curato. A denunciare questo stato di cose, che trova conferma anche in un nostro sopralluogo dell’area, è Alessio Inzaina, esponente de La Destra diMassa Cozzile.

“Tutto il complesso fu donato – ricorda Inzaina – alla Provincia, su testamento di Eletta Pucci, vedova dell'armatore greco Luigi Ankuri. Furono previste alcune condizioni, tra cui il fatto che la villa dovesse essere adibita a convalescenziario per bambini e il parco dovesse essere mantenuto in tutto il suo splendore, senza modificarne l'aspetto originale. Stiamo parlando di terreni e beni immobili per un valore stimato attorno ai 30 milioni”.

Ma come sono le condizioni del parco (che, come ricorda Inzaina, «è da sempre stato il fiore all’occhiello di Margine Coperta»)?

«Fino a pochi anni fa – prosegue l'intervento – c’era un recinto con i daini. La parte aperta al pubblico era ben curata, attrezzata e con un bellissimo gazebo, dove in estate noi ragazzi andavamo per un po’ di refrigerio. Adesso il parco pare che sia entrato in possesso dei proprietari di cani: entrano con i loro amici a quattro zampe, chiudono il cancello e li liberano. Non ho niente contro i cani, ma non è piacevole andare a fare jogging o a fare una pedalata e ritrovarsi escrementi ovunque o cani che ti si lanciano addosso abbaiando».

Il cancello chiuso poi impedisce, a chi non conosce il parco, di sapere che non è una proprietà privata e che può entrare.

Ma il problema principale è quello delle condizioni del parco: «La manutenzione è inesistente, le panchine sono vecchie, rugginose e sommerse da fogliame e sporcizia. Il vecchio gazebo è sparito, vi rimane solo un tavolo fatiscente. Mi domando cosa penserebbe la signora Pucci se vedesse come è custodito oggi questo parco, ma purtroppo spesso alle cose regalate non si da il giusto valore. Il complesso oggi è di proprietà di Provincia e Asl, ma è possibile che ci debba essere tutta questa incuria? Mi domando dov’è il rispetto per la nostra storia, dov’è l'amore per il nostro territorio e l’ambiente?».

«Stiamo parlando – chiude Inzaina – di un immenso patrimonio che appartiene a tutti i cittadini e che è la nostra storia. Intanto una sentenza della cassazione riapre la contesa che dura da ormai 28 per l’annullamento del testamento. Rischiamo di perdere una delle cose più belle del nostro territorio e, se così andranno, le cose chi pagherà? Non dimentichiamoci che nella villa ci sono gli uffici dell’Asl e nell’edificio vicino c’è la scuola materna comunale».

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