Il Tirreno

Montecatini

Dalla Corte dei Conti sei mesi per ripianare il disavanzo in cassa

di Francesca Maltagliati
Dalla Corte dei Conti sei mesi per ripianare il disavanzo in cassa

In 65 pagine le prescrizioni per evitare il commissariamento con un calendario di scadenze da rispettare

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PESCIA. Due mesi per migliorare i procedimenti di entrata e di spesa, tre mesi per tirar fuori tutti i debiti e chiarire definitivamente la situazione finanziaria del Comune, infine sei mesi per ripianare il disavanzo accertato nel bilancio e per trovare le risorse necessarie a ricostituire gli equilibri di bilancio.

Dopo l’ultima pronuncia con la quale sono state evidenziate tutte le criticità del Comune da un punto di vista economico e finanziario, la Corte dei Conti adesso detta i tempi per rimettere in sesto i conti. Tempi brevi, anzi brevissimi, per sistemare una situazione critica, alla fine dei quali la corte stessa valuterà la sussistenza delle condizioni di dissesto o di predissesto finanziario. La decisone è stata presa con una recente delibera che conferma le conclusioni dell'indagine trasversale, compiuta dalla sezione controllo della Corte stessa, sul fenomeno dei residui attivi e passivi risultanti dal rendiconto della gestione 2010.

Un’attenta analisi di 65 pagine che sviscera punto per punto le criticità di una gestione che negli ultimi anni ha fatto acqua da tutte le parti: dal fenomeno dei residui, alle criticità procedurali in termini di accertamento delle entrate e di impegno delle spese, dalla presenza di voci di entrate incerte, al ricorso all'anticipazione di cassa. Tutti elementi di cui si parla da anni e che non rappresentano certo una novità per un’amministrazione che adesso, per evitare l’ennesimo commissariamento, dovrà non solo rimboccarsi le maniche ma anche tirar fuori qualche asso da giocare. I tempi, imposti dalla Corte, sono infatti strettissimi. Vengono dati appena due mesi per migliorare i procedimenti di entrata e di spesa. Ciò significa che ogni settore dovrà da una parte far attenzione sia alle partite attive di incerta e dubbia esigibilità, sia alle spese che conseguentemente devono avere una copertura certa. Tre mesi è il tempo massimo per la corretta determinazione della situazione amministrativa dell'ente e per la “quantificazione di tutte le esposizioni debitorie e le potenziali passività”.

Sei mesi infine è il limite concesso per il ripiano complessivo del bilancio 2011.

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