Finanza
Non solo terme per il rilancio di Montecatini
Il vicepresidente di Pistoia Turismo: «Al lavoro per un centro davvero a misura d’uomo»
MONTECATINI. «La realizzazione della grande piscina ludica nelle Leopoldine sarà senz’altro un motivo di attrazione e porterà comunque vantaggi, ma temo che intorno all’effetto del progetto ci sia un attesa spropositata, almeno sul versante del ritorno economico. L’investimento è stato enorme: darà un qualcosa di aggiuntivo al prodotto-città che vogliamo promuovere e vendere, la piscina ci renderà diversi e più attrezzati rispetto ad altre città termali, ma ho il timore che arriviamo tardi nei confronti di altri centri che su questo piano si sono mossi venti o trenta anni fa».
È prudente Andrea Birindelli, vicepresidente di Pistoia Turismo e responsabile della zona della Valdinievole per l’associazione di albergatori che aderisce a Confindustria. Assiste al coro di consensi ed entusiasmo per la notizia che il cantiere delle Leopoldine sta per ripartire, si augura che il nuovo complesso incrementi il flusso turistico, soprattutto quello della fascia medio-alta, ma valuta anche i costi dell’intervento e l’incertezza che ancora avvolge il piano industriale che dovrebbe quanto meno scongiurare bilanci in forte perdita.
Quali sono, con precisione, le sue perplessità?
«Sono abituato ad essere concreto. Credo allora che sia inevitabile considerare che a rendere possibile lo sblocco dei finanziamenti da parte delle banche sono state essenzialmente le garanzie sulla vendita da parte della Società delle Terme di patrimonio immobiliare non indispensabile per l’attività termale e i contributi che arriveranno dagli introiti della tassa di soggiorno. Ma non è pensabile che si possa continuare su questa strada se, in futuro, il rapporto tra costi di gestione e ricavi non dovesse tornare. Non possono essere solo le Terme ad assorbire tutte le risorse pubbliche. Mi auguro che tutto vada per il meglio, ma intanto dobbiamo recuperare terreno. Forse non è stato opportuno partire con la prevendita del prodotto assicurando che sarebbe stato fruibile già da quest’anno, mentre dovremo attendere ancora parecchio prima che la piscina apra i battenti».
Altri esponenti della sua categoria e pure di quella dei commercianti hanno posto un problema di gestione. A loro giudizio un’operazione così ambiziosa, costosa e complessa per dare risultati e non gravare sui bilanci di aziende ed enti pubblici dovrebbe puntare su un management di eccezione. Anche lei è di questo avviso?
«Non mi sento di dare giudizi. Osservo tuttavia che, anche in attesa di adeguate promozioni e gestioni della nuova piscina, quando sarà pronta, c’è da pensare subito a come far rifiorire l’attività termale da oggi a quel momento. Fa piacere rilevare l’interesse, e le presenze, dei russi che apprezzano le cure delle acque e trovano qui i locali pubblici, le bellezze e le attrazioni che cercano. Ma più in generale dobbiamo essere in grado di assicurare ogni genere di servizio al meglio e per ogni tipo di clientela. Certo, miriamo ad avere un turismo medio-alto, ma potremo essere noi a imporre sul mercato scelte di questo genere solo quando la domanda supererà l’offerta. E per centrare questo obiettivo c’è da lavorare tanto. Delle terme ritengo apprezzabili la professionalità del personale medico e tecnico, e di buona qualità i servizi offerti, ma credo che sarebbe utile incrementarli innovando. Ecco, su questo punto c’è un limite».
Crede che un privato avrebbe fatto un investimento così imponente per dotarsi della piscina ludica alle Loepoldine?Sarà un impianto che porterà ricchezza o una realtà che peserà sui bilanci della Società delle Terme?
«Certezze non ce ne possono essere. L’impegno è davvero rilevante se si considera che in sostanza si procede, anche per i vincoli della Soprintendenza, ad una ristrutturazione di interni con un nuovo arredamento. Si parla di 2mila presenze giornaliere e più perché ci sia una economicità ed ho l’impressione che un obiettivo del genere sia davvero ambizioso. Mi dicono che solo per scaldare l’acqua occorreranno cifre ingenti. Per dare risposte fondate bisognerebbe però conoscere nei dettagli il piano industriale. Importante intanto è muoversi sul fronte della promozione e della calendarizzazione di eventi di qualità, da propagandare con largo anticipo. In questo campo vedo tanti soggetti che si muovono ciascuno per conto proprio, mentre sarebbe opportuno avere un’unica struttura di coordinamento, snella ed efficiente. Però, insisto, il rilancio di Montecatini non passa solo dalle Terme».
Quali altri interventi ritiene necessari?
«La nostra forza sono la collocazione e la qualità della vita che possiamo offrire. Montecatini è una base che, a prezzi concorrenziali, consente al turista di visitare in pieno relax tutta la Toscana. Quando è qui però vuole una città davvero a misura d’uomo, nella quale passeggiare in sicurezza nella quiete, in mezzo a tante attrazioni e, di sera, in un centro storico illuminato e costellato di tanti locali pubblici e negozi. E con spettacoli, manifestazioni, concerti, musica all’aperto».
Come ritiene che ci si possa muovere per offrire questo tipo di accoglienza?
«So che l’amministrazione comunale ha un piano preciso, che però fatica a portare avanti per le resistenze che arrivano, in gran parte dai commercianti. Noi firmeremo il protocollo d’intesa per la Ztl perché riteniamo che sia indispensabile. Il Comune ha un progetto per gradi e per ora l’area interessata è piccola. Io concordo sulla possibilità e l’opportunità di ampliarla a tutto il quadrilatero che sta tra le vie IV Novembre, Bicchierai, Matteotti, Piazza del Popolo, corso Roma e la circonvallazione alta. Quest’area, chiusa al traffico, sarebbe un’attrazione immensa per i turisti. Si dice che mancano servizi, ma intorno a questo quadrilatero ci sono parcheggi gratuiti a nord, a un euro al giorno al terminal bus, e sotterranei al Kursal. Fino a quando però si potrà arrivare fino al cuore del centro in auto, queste strutture rimarranno semivuote. Si dice ancora che non ci sono i collegamenti sufficienti tra i parcheggi e l’area interna alla Ztl: ma perché non utilizziamo, ad esempio, i trenini come circolari? In 7 minuti fanno il giro della città. Se li sfruttassimo meglio non sarebbe nemmeno necessario pensare alle navette».
Ztl a parte, i commercianti pare che abbiano afferrato la necessità di rivedere almeno gli orari di apertura.
«Guardi, i turisti negli alberghi cenano alle 19,30 e poi escono. Vorrebbero trovare una città viva, con locali pubblici e anche negozi. Non tutti sono potenziali acquirenti, ma certamente qualcosa comprano, e non solo nei bar. E in ogni caso quello che spendono resta qui: un pubblico esercente che guadagna bene avrà a sua volta più soldi da spendere in acquisti a Montecatini. Dovremmo imparare da Lucca: anche lì i commercianti hanno fatto fuoco e fiamme contro la Ztl, ma ora che la città brulica di turisti quasi tutto l’anno certamente non vorrebbero più tornare indietro. Credo che sia giunto il momento di porre fine ai conflitti tra categorie: uniamo gli sforzi per rendere questa città davvero accogliente e ben servita, terme o non terme. Ma lei se lo immagina l’appeal che avrebbe una Montecatini pedonalizzata in maniera permanente da Piazza del Popolo in su, con locali aperti, luci, musica dal vivo all’aperto in un parco che il mondo intero ci invidia?».
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