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All’Incom fa bene l’autunno-inverno

All’Incom fa bene l’autunno-inverno

La campagna del marchio U.S. Polo Assn tocca i 12 milioni di fatturato. Il manager Nencini: «Ora guardiamo al Nord Europa»

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MONTECATINI. Numeri in salute e segnali netti di espansione per U.S. Polo Assn (abbreviazione di Association), marchio dell’abbigliasmento gestito in licenza dallo storico gruppo Incom di Montecatini.

La campagna vendite relativa all'abbigliamento della collezione autunno-inverno 2012-2013 si è conclusa con un fatturato di 12 milioni di euro.

Nuovi mercati. «I risultati della campagna – spiega Lorenzo Nencini, manager di Incom e responsabile del progetto U.S. Polo Assn. abbigliamento – evidenziano il consolidamento delle quote di mercato acquisite nei Paesi europei di riferimento. Ora cominciamo a guardare con particolare interesse ai paesi del Nord Europa, dove abbiamo già raggiunto significativi obiettivi di vendita. La nostra prima partecipazione al Premium International Fashion Trade Show di Berlino di gennaio deriva da una precisa scelta strategica mirata allo sviluppo del brand».

I numeri. Del fatturato totale, il 55% è da attribuire alla collezione uomo, il 25% alle linee kids e baby e il 20% alla collezione donna e la campagna per l'autunno-inverno 2012-2013 è la prima campagna che include i risultati di vendita dell'estensione baby girl della linea per neonati.

Le vendite sono state realizzate per il 60% in Italia e per il 40% all'estero, in linea con le politiche distributive delle precedenti campagne e i migliori risultati di vendita sono stati registrati in Italia e in Francia.

Fatturato in crescita. «L'avventura di Incom con U.S. Polo Assn. è molto recente, se ci pensiamo – sottolinea Nencini –. Le vendite nei Paesi europei dei prodotti di abbigliamento a marchio U.S. Polo Assn. sono iniziate nel 2008 e da allora c'è stato un costante incremento di fatturato: dagli iniziali 1,5 milioni di euro registrati con la prima campagna vendite, quella dell'autunno-inverno 2008-2009, si è arrivati, a fine 2011, a un fatturato di 24 milioni, di cui il 53% è da attribuire all'uomo, il 26% alle collezioni bambino e baby e il 21% alla donna».

Le prospettive. Per l'intero 2012, nonostante le difficoltà del mercato e in particolare della stagnazione dei consumi in Italia, il manager del progetto resta ottimista: «Non siamo né un marchio del fast fashion né tantomeno del lusso. Offriamo un prodotto di altissima qualità a un prezzo ragionevole. E cerchiamo di essere presenti sul territorio con tante iniziative legate al mondo del polo, una scelta fatta fin dall'inizio».

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