Sicurezza
La multa (pagata) da 160 euro alla fine ne costa 867,42
Una sanzione più che quadruplicata, con il cittadino che finisce per sentirsi un Bancomat. Questo il senso di una lettera di protesta, l’ennesima, verso Equitalia. «Nel 2007 – scrive il...
LAMPORECCHIO. Una sanzione più che quadruplicata, con il cittadino che finisce per sentirsi un Bancomat. Questo il senso di una lettera di protesta, l’ennesima, verso Equitalia.
«Nel 2007 – scrive il lettore – la mia compagna prende una multa a Lamporecchio di 160 euro. La multa viene regolarmente pagata nei termini previsti e le viene anche richiesto di comunicare i dati di chi era alla guida dell’auto. Per una sua colpevole dimenticanza non ottempera a quetso obbligo e per questo viene sanzionata con un’altra multa di 262 euro. All’epoca abbiamo vissuto un momento di difficoltà economica, e siamo stati costretti a pagare con 23 giorni di ritardo. Dieci giorni fa riceviamo dai solerti funzionari di Equitalia (cercare sul vocabolario il significato della parola equità) un ulteriore richiesta di pagamento di 445,62 euro. Chiedo spiegazioni al comando dei vigili urbani, e una gentilissima funzionaria mi risponde che così è la legge. Conclusione il prezzo da pagare totale della multa è arrivato a 867,42 euro. Questa è la legge, questa sarebbe equità, questi sono furti legalizzati dai nostri politici. L’onesto cittadino è diventato un bancomat. Provate a calcolare l'interesse calcolato per 23 giorni di ritardo nel pagamento. Ho sempre avuto fiducia nelle istituzioni e ho sempre fatto il bravo cittadino, ma ora basta. La prossima volta che andrò a votare mi ricorderò di questo e di mille altri piccoli soprusi».
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