Attenzione
Soldi spariti, citata anche la banca
Richiesta delle parti civili al processo contro un ex promotore finanziario
MONTECATINI. Banca Mediolanum deve rispondere a livello civile dei soldi fatti sparire dal promotore finanziario finito sotto processo per truffa aggravata e continuata.
È la richiesta avanzata dalle parti civili al giudice del Tribunale di Monsummano, Laura Bonelli, davanti alla quale viene celebrato il processo all’ex promotore, radiato dalla Consob nel 2008, Fabio Meucci, 51 anni, di Monsummano e a due titolari di una ricevitoria di Montecatini, Roberto Giovannelli, 51 anni, di Montecatini e Roberto Tommei, 52 anni, di Montecatini, che devono rispondere di ricettazione aggravata in concorso.
Il giudice si è riservato la decisione che comunicherà nel corso della prossima udienza.
Se la richiesta venisse accolta la banca si troverebbe nella duplice condizione di parte civile, costituitasi contro il professionista, e al tempo stesso anche soggetto nei cui confronti viene avviata un’azione di responsabilità per le condotte del suo promotore.
«Riteniamo che la banca sia responsabile in solido con l’ex promotore che lavorava per lei» spiega l’avvocato Primo Fonti che assiste cinque parti civili.
La Procura della Repubblica aveva individuato una trentina di parti offese.
Tra queste anche la Mediolanum, la banca per la quale Meucci dal 1992 al 2007 ha svolto attività di raccolta e investimento di risparmi prima di essere sospeso e poi radiato dalla Consob nel 2008. Stando ai calcoli di Mediolanum e Consob i soldi spariti ammonterebbero intorno ai 3 milioni di euro. Un fiume di denaro finito nelle scommesse sportive con giocate anche di centinaia di migliaia di euro. Soldi dei clienti a cui il promotore prospettava interessi redditizi, ma che in realtà servivano ad alimentare la smodata passione per l'azzardo da cui l'imputato all'epoca non è più riuscito a liberarsi. Oltre alla responsabilità di Meucci il processo dovrà accertare anche il ruolo dei titolari nei confronti del promotore da quale accettavano puntate pesanti frutto, per la procura, di ripetuti raggiri. Secondo l’accusa la ricevitoria avrebbe ricevuto oltre un milione di euro da Meucci. Soldi sottratti ai risparmiatori. Di qui l'ipotesi di reato della ricettazione. Per dieci clienti Mediolanum è stato raggiunto un accodo transattivo, mentre per dodici risparmiatori la causa è ancora aperta perché la banca chiede riscontri contabili a giustificazione delle consegne di denaro al promotore infedele.(p.b.)
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