Sicurezza
La riabilitazione dopo l’ictus
Un percorso dell’Asl 3 per affrontare questa sindrome. Prevede che il paziente venga “preso in carico” da un team multiprofessionale e seguito con visite mediche appropriate, prestazioni infermieristiche specialistiche
PESCIA. Una proposta importante per un percorso assistenziale riabilitativo per le persone colpite da ictus è stato intrapreso anche dall’Asl 3 di Pistoia, attraverso gli ospedali del Ceppo e Cosma e Damiano. Si tratta di un’azione integrata, che tiene conto del progetto per la “sanità d'iniziativa”.
La “sanità di iniziativa” prevede che il paziente venga “preso in carico” da un team multiprofessionale e seguito con visite mediche appropriate, prestazioni infermieristiche specialistiche, esami diagnostici e strumentali.
Il ministero della Salute ha definito l'ictus come «una sindrome caratterizzata dall’improvviso e rapido sviluppo di sintomi e segni riferibili a deficit focale delle funzioni cerebrali senza altra causa apparente se non quella vascolare».
«L’ictus cerebrale – spiega il dottor Gino Volpi – rappresenta una delle patologie più frequenti, collegata a un rilevante rischio di morte e disabilità residua. I fattori di rischio e i meccanismi fisiopatologici lo mettono in stretta relazione con il complesso delle malattie cardiovascolari. Tuttavia in tale rapporto vi sono specificità che riguardano sia l’organo bersaglio, l’encefalo, sia meccanismi fisiopatologici differenziati per cui si distinguono quadri clinicopatologici diversi e, all’interno di questi, ulteriori cause e ulteriori sindromi. La complessità dei fattori di rischio e dei meccanismi lo rende una patologia di competenza multidisciplinare».
In provincia annualmente si verificano 369 casi di ictus su una popolazione di poco più di 274 mila persone. E la prevenzione è essenziale.
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