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Riforma dal ministero Tribunali a rischio tagli

Riforma dal ministero Tribunali a rischio tagli

Monsummano e Pescia nell’elenco delle sedi distaccate da chiudere Tutta l’attività si sposterebbe a Pistoia, ma i sindaci sono pronti a opporsi

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MONSUMMANO. Ogni tanto ritornano, anche le preoccupazioni. È il caso di quelle legate al futuro delle sedi giudiziarie di Monsummano e Pescia, più volte considerate “a rischio soppressione”. E se in passato il concetto, già discutibile, era che due sezioni distaccate di tribunale erano troppe per la Valdinievole, e che forse sarebbe stato opportuno lasciarne una sola (scatenando così un dibattito campanilistico tra chi dei due Comuni avrebbe dovuto rinunciare), il clima, ultimamente, è cambiato. In peggio.

A rischio non è una delle due sezioni, ma lo sono entrambe, e senza nemmeno prendere in considerazione la terza ipotesi (ventilata nei mesi scorsi) di sostituire le due sedi giudiziarie con una terza, a metà strada, a Montecatini. No. Il piano a cui sta lavorando il governo è proprio quella di un colpo di mannaia sulle sezioni distaccate di tribunale, concentrando (nel caso della nostra provincia) tutte le attività al solo tribunale di Pistoia. Fra l’altro una struttura che servirebbe una popolazione di meno di 300mila abitanti, pure al di sotto del bacino medio di utenza “ottimale” calcolato per ogni tribunale (e stimato in 360mila abitanti).

Si tratta del piano annunciato dal ministro della Giustizia Paola Severino, e che dovrà passare l’esame del Csm e del Parlamento. Uno degli effetti di quella che, con l’ennesimo ed evitabile termine anglofono, viene definita “spending review”, e che interesserà tutti i ministeri. Letteralmente quel termine significa “rivisitazione della spesa”, ma più ancor più correttamente può essere tradotto con la parola “tagli”.

Tagli che, nelle previsioni del ministero, dovrebbero interessare oltre 150 sezioni distaccate di tribunali. E nell’elenco le valdinievoline ci sarebbero entrambe.

«Non vorrei che, per colpa della crisi in cui tutti siamo chiamati a operare – è il commento del sindaco di Monsummano Rinaldo Vanni – si finisse per perdere il lume della ragione. Non è una banale questione di campanilismo, si tratta di tener conto dei rapporti territoriali: la Valdinievole è un territorio di 110mila abitanti e portare tutta l’attività giudiziaria a Pistoia vorrebbe dire creare enormi disservizi per chi vive in Valdinievole. Disservizi, ma anche costi. Per fare solo un esempio tutte le cause in cui sono chiamati a testimoniare a vario titolo gli agenti della polizia municipale: una cosa è andare al tribunale che si trova a pochi minuti di strada, un’altra è doversi spostare di 15 chilometri e perdere di fatto un’intera mattinata. E questo si traduce in un costo a carico di tutta la collettività. Poi non riesco a capire come si possa conciliare quest’idea con il progetto sostenuto dal capo del governo del “tribunale delle imprese”; un progetto che prevede un potenziamento della macchina giudiziaria per eliminare una delle cause che tengono lontani gli investimenti dal nostro Paese, ossia i tempi lunghi della giustizia».

Vanni poi sottolinea l’importanza di mantenere anche la figura del giudice di pace (che dovrà essere a carico delle amministrazioni locali) magari con un accordo fra tutti gli undici comuni della Valdinievole.

Ancor più secca la risposta del sindaco di Pescia Roberta Marchi: «È un annuncio che sentiamo ripetere periodicamente, ma che non sembra tener conto delle difficoltà e dei tempi che comporta una riforma del genere. Quel che è certo è che non staremo a guardare e che ci opporremo a ogni ipotesi di chiusura».(l.s., f.m.)

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