Sicurezza
«Solo un nuovo carrozzone per distribuire poltrone»
PESCIA. “Azienda speciale”, no, grazie: la lista civica di Pescia Democratica boccia di subito la soluzione individuata dall’amministrazione per la gestione del servizio pubblico di mercato dei fiori...
PESCIA. “Azienda speciale”, no, grazie: la lista civica di Pescia Democratica boccia di subito la soluzione individuata dall’amministrazione per la gestione del servizio pubblico di mercato dei fiori .
«Noi contestiamo – si legge sulla nota del gruppo – questa scelta e le motivazioni che la giustificano, anche alla luce del fatto che al momento non c’è nessun piano economico allegato e non si capisce come questo nuovo soggetto dovrebbe strutturarsi. In linea di principio non riteniamo sia opportuno che in una situazione di così grande difficoltà finanziaria dell’ente vengano creati nuovi centri di spesa, che comunque faranno sentire i propri effetti sul bilancio del Comune (la legge prevede che l’ente costituente conferisca all’azienda il capitale di dotazione e provveda alla copertura degli eventuali costi sociali e quindi delle perdite)».
Insomma, secondo la lista civica saremmo di fronte a un costoso carrozzone, visto l’andamento economico fin qui registrato: «Non possiamo non vedere come la gestione commissariale pregressa presenti risultati negativi crescenti negli anni, fino a giungere a una perdita di oltre 114mila euro nel 2011. La previsione, se vorrà essere aderente alla realtà, non potrà fare astrazione dall’attuale contesto economico che non permette di immaginare prospettive rosee. La creazione dell’azienda viene altresì giustificata con l’esigenza di “risolvere l’aleatorietà che grava sui progetti di ristrutturazione delle due strutture mercatali dei fiori della Toscana, Pescia e Viareggio, e dunque anche sulla loro funzionalità”. Appare abbastanza velleitario pensare che dove non è riuscito il distretto floricolo, che non ha saputo comporre gli interessi di campanile, possa riuscire l'azienda speciale del mercato dei fiori di Pescia».
Ma Pescia Democrata lancia anche un altro allarme: «Temiamo in realtà che l’azienda venga costituita, secondo la migliore tradizione dell’amministrazione Marchi, come strumento per distribuire poltrone e cercare di tenere in piedi il carrozzone della maggioranza. La legge infatti prevede che organi dell’azienda speciale siano il presidente, il cda, il direttore e l’organo di revisione. Come sempre, quando si cerca di giustificare scelte discutibili si strumentalizza la necessità di tutelare l’occupazione paventando il licenziamento degli attuali dipendenti. Crediamo che il Comune a questo punto, per assicurare la continuità dell’attività di mercato, poteva assumere la gestione diretta tramite un ufficio interno (c’è già un funzionario comunale che si occupa a tempo pieno della materia) e trovare il modo, d’accordo con i sindacati, di tutelare l’occupazione con altre forme in attesa degli sviluppi con la struttura di Viareggio. Fino a un anno fa si parlava di una società di gestione insieme alla Provincia col coinvolgimento della Camera di Commercio e delle categorie. Ci piacerebbe capire cosa è successo nel frattempo».
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