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Funerale in ritardo Tutti presenti ma la chiesa è chiusa

Funerale in ritardo Tutti presenti ma la chiesa è chiusa

È successo ieri pomeriggio alla basilica della Fontenuova I parenti: «Mancanza di rispetto, scriveremo al vescovo»

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MONSUMMANO. C’erano tutti, la salma, i parenti e anche il parroco chiamato a officiare la triste cerimonia. C’erano tutti, ma mancava qualcosa: la chiave per aprire la porta della chiesa. È successo ieri pomeriggio, e non in una piccola parrocchia di periferia, ma nel più importante edificio di culto di Monsummano, la basilica della Fontenova.

Si trattava del funerale di Fosco Palamidessi, in programma alle 15,30 del pomeriggio, ma iniziato con grave ritardo, per una banale dimenticanza che, vista la situazione, ha destato parecchia e comprensibile rabbia tra i parenti del defunto: «Sono state delle scene surreali – commenta un nipote del defunto, che si è rivolto al Tirreno per segnalare la sua indignazione – ci siamo trovati tutti lì, in piazza senza saper che fare. Tutti i parenti e il carro funebre, davanti alla chiesa chiusa. E siam rimasti così per più di mezzora. Compreso il prete che era stato chiamato a officiare la cerimonia, anche lui seduto fuori dalla chiesa ad aspettare che qualcuno ci aprisse».

Una mancata comunicazione, e solo dopo parecchio tempo la situazione si è risolta: «Abbiamo suonato e le suore che hanno aperto hanno detto che nessuno le aveva avvertite, che non sapevano niente del funerale».

Alla fine, con molto ritardo, la cerimonia ha potuto finalmente aver luogo, ma gli effetti del ritardo si son comunque fatti sentire, aumentando la rabbia dei partecipanti al funerale: «A quel punto – prosegue la testimonianza – la cerimonia è stata veloce, è durata circa un quarto d’ora. Del resto il parroco che ha officiato, e che non ha nessuna colpa in questa storia, non poteva fare altrimenti, poiché era stato fissato un orario ben preciso per il corteo funebre con la polizia municipale. Ma la cosa che ci ha sorpreso è che dopo siamo venuti a sapere che non era la prima volta che si verificavano situazioni del genere. È una cosa intollerabile, una mancanza di rispetto, e segnaleremo l’accaduto anche al vescovo».

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