Sicurezza
Passa dalla riscoperta del vinile il futuro dei negozi per... l’anima
Nel giorno mondiale dedicato a chi commercia dischi, parla uno storico commerciante «Internet ha ucciso le vendite ma negli ultimi anni è cresciuto l’amore per il passato»
MONTECATINI. Appena varchi la soglia è già difficile guardare negli occhi qualcuno. Ti avvicini di colpo agli scaffali pieni. Lo sguardo è basso. Inizi a giocare con le dita, cerchi le lettere dell’alfabeto, le etichette, il tuo genere. Poi senti quel toc acuto, quando con cautela sbatti un cd addosso all’altro. Vorresti perderti, portarli via tutti. Se ti soffermi affiorano le emozioni, ora soltanto accarezzate: puoi piangere, ridere, pensare, commuoverti.
È questo che la musica può fare. La musica vera: il vecchio vinile polveroso che tanto amore sa dare, il lucido cd,suo figlio minore. Sono colori e suoni che solo da un negozio di dischi, l’antico negozio di dischi, possono uscire. Quelle sensazioni intense che un download, un “iTunes”, un “Torrent” o un “Emule” nemmeno si sognano di offrire.
«Internet, il computer, le canzoni scaricate gratis o pagate pochi centesimi sono una delle cause delle poche vendite dei Cd. Di mezzo ci sono anche la crisi che ha avvolto il mondo, una generazione che non è nata con il valore della musica da toccare e assaporare e la mancanza di un’associazione che tuteli noi proprietari di negozi di dischi»: a parlare nel giorno del “Record Store Day”, la Giornata mondiale dei negozi di dischi, è Paolo Del Monte, titolare dello storico Superdisco di corso Roma, l’unico negozio del genere in città e tra i due ancora attivi in provincia.
Lui la capisce la musica. Sa che la tecnologia non ti appartiene, è lontana, non tocca le corde della passione: «Questa situazione equivale a una svendita totale, solo al nostro settore è capitata».
Ma non si perde d’animo, vede degli spiragli: «Negli ultimi anni sono tornati a stampare i vinili dei grandi artisti, e ora registriamo molte più vendite di Lp giri che in passato. C’è una fetta di persone che vuole solo i vinili, per loro i cd non esistono. Sono soprattutto signori dai 30 anni in su, con i ragazzi più giovani che comunque stanno tornando tra i nostri scaffali».
Ti rammarichi però. Vedi i “pezzi” che hanno fatto storia accompagnati dai gadget più inutili. Magliette, zainetti e quant’altro. Solo i poster sono accettati. Ma questo è il nuovo mercato da affrontare. Continua Del Monte: «I cd hanno l’Iva al 21 per cento, la più alta in assoluto. Ma con l’euro il prezzo non è raddoppiato come molti pensano. E poi ci sono delle offerte, dei lanci promozionali. Per una ripresa delle vendita ci vogliono prezzi minori e un qualche tipo di filtraggio dei download. Perché la musica è fondamentale per l’uomo, non è una tappa ma è un percorso infinito».
Un percorso che stimola lo spirito e la mente. Dove si concentra il tuo modo di vivere, il tuo stile, i tuoi sogni, le tue speranze. E il negozio di dischi, il vecchio negozio di dischi, dall’odore dolce e acre, non deve morire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
