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Montecatini

Confisca dei beni difficile fra costi alti e tempi lunghi

Confisca dei beni difficile fra costi alti e tempi lunghi

Nell’incontro con la carovana antimafie i sindaci lamentano l’impossibilità di utilizzare i beni sequestrati: i casi di Montecatini Alto e Larciano

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MONTECATINI. Seconda tappa in Valdinievole per la carovana antimafie. Tappa che ha toccato con mano alcuni esempi di infiltrazione malavitosa nel nostro territorio.

Un incontro con le amministrazioni comunali di Montecatini, Massa Cozzile, Larciano e Buggiano; un incontro che ha rappresentato non solo l’occasione per fare il punto su come combattere la cultura mafiosa, ma anche sulle difficoltà che le amministrazioni locali possono incontrare per tradurre in azioni concrete questa battaglia di civiltà. E un esempio concreto è quello che, ieri, ha aperto il passaggio della carovana in Valdinievole: l’hotel Paradiso di Montecatini Alto, sequestrato da decenni e ancora in stato di abbandono e con un destino incerto.

«Sono ancora in corso due cause – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Bellandi – a oggi la struttura è stata assegnata al nuovo ente per la gestione dei beni della mafia. Purtroppo il demanio non ha soldi per la messa in sicurezza dell’edificio, né tantomeno per una sua eventuale ristrutturazione. La soluzione è ben lungi dall’essere trovata». Le ipotesi ventilate di un’eventuale destinazione a fini sociali dell’hotel non sono attuabili, per i costi eccessivi per la sistemazione, e neppure la completa demolizione può essere presa in considerazione, per lo stesso motivo.

«Noi cittadini dobbiamo continuare a vivere così? Accanto a qualcosa che deturpa le bellezze del nostro territorio?»: si sono chiesti gli abitanti presenti all’incontro. Una proposta è arrivata da Paola Galassi della Pro loco: «Prenderemo contatto con pittori e artisti per fargli realizzare delle opere da porre sulle griglie di sicurezza».

«La mafia è presente anche in Toscana – ha concluso Chiara Innocenti, assessore provinciale alle politiche giovanili – è importante sensibilizzare la popolazione su questi temi per abbattere lo stereotipo che la mafia esista solo al Sud».

Quindi la carovana è passata da Massa Cozzile, dove ha incontrato anche i rappresentanti del Gruppo Valdinievole, e da Buggiano, per un colloquio col sindaco Daniele Bettarini, a proposito della villetta sequestrata in via Siena a Pittini. Un immobile, ha spiegato il sindaco, per il quale si sta pensando, di concerto con la Sds, a una destinazione di carattere sociale.

Un esempio delle difficoltà che incontra la pubblica amministrazione è arrivato da Larciano, dove sono sotto sequestro (ma non confiscati) nove immobili, tra edifici e terreni. «Ma – spiega il sindaco di Larciano Antonio Pappalardo – i Comuni devono essere messi in grado di fare la loro parte in questa sacrosanta battaglia di civiltà. Ma a volte è difficile, se si pensa che di questi immobili sottosequestro nel nostro territorio nessuno sapeva niente».

Un punto su cui, a proposito degli immobili larcianesi, ha insistito anche Maria Viola Cangioli, dell’Arci pistoiese: «Qui, molti anni fa, sono stati fatti degli arresti per attività malavitose. E solo dopo i tre gradi di giudizio, e tutti con il medesimo esito, i beni possono essere confiscati e utilizzati per attività sociali e di utilità pubblica. Questo tour vuole sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni affinchè la procedura per liberare i beni confiscati alle mafie venga sveltita dalle istituzioni».(e.g., f.c.)

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