Finanza
Una rete per garantire l’assistenza
Progetto comune per associazioni di volontariato e istituzioni
LAMPORECCHIO. Primi passi per costruire una rete che realizzi il principio della “Comunità solidale”.
Martedì scorso, nella sala dell’ex asilo di proprietà della parrocchia di Lamporecchio, è stata costituita, da un primo incontro fra i volontari di tutte le associazioni, organizzazioni, e istituzioni presenti sul territorio, la “Rete della solidarietà”. All’incontro hanno partecipato anche il sindaco Giuseppe Chiaramonte e il parroco Don Andrea del gruppo Caritas. La “rete” nasce a Lamporecchio, ma non vuol conoscere confini, aprendosi anche ai comuni limitrofi.
I lavori sono stati condotti da Mara Fadanelli che, per prima, ha lanciato l’idea “chi fa che cosa” sul mensile “Orizzonti” in completa sintonia con i rappresentanti della Croce Verde, dell’associazione dei medici di famiglia (qui rappresentati dal l dottor Tommaso Rubino), e di Comune, Asl, Avis, Gruppo Caritas, Banda musicale, associazione Giulio Rospigliosi, pro loco di San Baronto, Porciano e Lamporecchio, Tirillò col filo, Ecce Bombo, Gas, parrocchie delle frazioni del paese, Coop Lamporecchio, associazione "Il Rifugio e Rsa Spicchio.
«Per costruire una comunità solidale, attenta ai bisogni della gente – ha esordito Don Andrea aprendo i lavori della serata – non ha importanza essere cattolici o laici, basta essere persone di buona volontà, perchè tutti possiamo essere utili e portatori di buone idee».
Nell’intenzione dei promotori l’incontro rappresenta un primo passo per conoscersi e dare mente e braccio a progetti di solidarietà.
«Per capire cosa possiamo fare di concreto e utile e da dove possiamo partire – ha affermato Mara Fadanelli – le porte sono aperte a tutti, anche ai comuni limitrofi come Larciano. Credo che in un momento storico come il nostro, in cui la popolazione invecchia sempre di più, e di conseguenza le risorse sembrano non bastare, dove la famiglia “nucleare“ ha sostituito la famiglia allargata (che in qualche misura sopperiva alle necessità delle persone più deboli come bambini, anziani e malati), una delle soluzioni più valide consista nella condivisione delle risorse di una comunità generosa e solidale. Per non essere o sentirsi soli. E i primi a investire in questo progetto devono essere le istituzioni quali Comune, Asl, scuola e chiesa».
Il sindaco Chiaramonte ha assicurato l’appoggio dell’amministrazione comunale alla Rete, sostenuto dall’entusiasmo dei numerosi volontari intervenuti all’appuntamento. i
Il prossimo incontro per dicutere della Rete è fissato per mercoledì 2 maggio.
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