Sicurezza
«Sono malato, curatemi» Donnini chiede aiuto
Davanti al gip il commerciante non contesta le accuse contenute nei video Il pm vuole la custodia in carcere, l’avvocato difensore chiede i domiciliari
MONTECATINI. «Lo so, ho sbagliato. Ma sono malato. Aiutatemi, voglio curarmi».
Di fronte alla contestazione delle immagini degli incontri hard con ragazzini all’interno del suo negozio di videogiochi, Paolo Donnini non ha potuto smentire quello che appare nelle registrazioni della squadra mobile.
Il sesso con minorenni, in almeno quattro casi al di sotto dei 14 anni e una quindicina nell’insieme dell’inchiesta, abbonda nei filmati e non può essere fatto passare per scambi di effusioni tra persone consenzienti.
Davanti al gip Roberto Tredici ieri mattina si è svolta la convalida del fermo avvenuto in flagranza giovedì pomeriggio all’interno del “Console point” di via Garibaldi.
Donnini, assistito dall’avvocato Roberto Ubaldi, ha risposto alle domande del gip senza confutare la solidità delle prove raccolte della sezione della questura che si occupa dei reati contro i minori.
E neanche è apparsa nella strategia difensiva l’eventuale tesi di rapporti consensuali vista l’enorme differenza di età tra il commerciante, 42 anni, e i suoi partner occasionali, tutti minorenni e in alcuni casi anche di età inferiore ai 14 anni. Per il codice è addirittura un’aggravante del reato di violenza sessuale.
Il pm Claudio Curreli ha chiesto la convalida del fermo con la custodia cautelare in carcere, mentre l’avvocato Ubaldi ha fatto istanza di revoca del carcere con la forma più attenuata dei domiciliari. Il gip si è riservato la decisione.
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