Il Tirreno

Montecatini

Patto tra enti e imprenditori per il rilancio

di Marco Innocenti
Patto tra enti e imprenditori per il rilancio

Il presidente della Confcommercio: «Su Ztl, Terme e orari l’intesa non è impossibile»

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MONTECATINI. Progetto condiviso, volontà di realizzarlo e disponibilità a trovare punti d’intesa rinunciando agli arroccamenti. Per Renzo Bertini, presidente della Confcommercio della Valdinievole e della Fipe (federazione pubblici esercizi) provinciale, oltre che patron del complesso Le Panteraie-Lidò, è questa la ricetta per il rilancio di Montecatini. E propone un patto tra enti e categorie su misura di una città termale che ha tutto per tornare ad eccellere, ma che richiede ora un salto di qualità per diventare di nuovo protagonista nel mondo.

«Vede, i montecatinesi sono fatti così, ciascuno vorrebbe che il sole illuminasse casa sua – dice Bertini –. Non riusciamo a creare un sistema che vada in una unica direzione, che persegua gli interessi di tutti. Una situazione che dovrebbe essere superata, rapidamente».

Lo scontro di questi giorni sull’orario di chiusura al traffico del centro storico sembra l’ennesima conferma di quanto sia difficile raggiungere questo obiettivo.

«Commercianti e albergatori sono ancora una volta su posizioni contrapposte: difficile trovare la quadratura del cerchio, ma non impossibile. Solo che tutti dobbiamo confortarci e valutare le ragioni reciproche per trovare una sintesi che, alla fine, spetta all’amministrazione comunale. Noi commercianti riteniamo che chiudere alle 21 abbia pesanti ripercussioni su tante attività. Per pubblici esercizi e locali di spettacolo, in particolare, sarebbe davvero un problema. Confidiamo che l’amministrazione comunale sappia trovare la giusta soluzione. Del resto ha già ottenuto significativi risultati nell’opera di ridare sicurezza a una città che deve essere fruibile e vivibile. Anche il presidio nella zona della stazione ha dato i suoi frutti. Ecco, dobbiamo continuare sulla strada del fare, secondo un disegno che tenga presenti le esigenze di tutti».

La Ztl pare un po’ indigesta ai commercianti. La ritiene nociva per le attività?

«Non è il concetto di isola pedonale di per sé ad essere poco apprezzato. Il problema è organizzare la Ztl bene, attuandola quando già si sono predisposte le strutture di servizio che richiede: parcheggi vicini, ben segnalati da display che indicano anche quanti posti sono liberi, e collegamenti tramite navette».

Altro terreno di scontro tra voi e gli albergatori è l’apertura serale dei negozi. Gli albergatori insistono su questo punto: a loro giudizio far trovare chiusi gli esercizi del centro è controproducente.

«La questione è complessa, ma non siamo a priori contrari ad affrontarla. Difficile contestare che la scelta di protrarre l’orario la sera comporti costi (e fatica) non indifferenti, in particolare per i negozi a conduzione familiare. Ma il ragionamento sul flusso di turisti-potenziali acquirenti nel fresco della sera (soprattutto d’estate) è oggettivamente un elemento da valutare. Può darsi che ci siano commercianti che ritengono conveniente e utile modificare l’orario di apertura, spostandolo sulle ore notturne. L’argomento è sul tavolo, lo affronteremo, anche perché oggi c’è una normativa che consente una più flessibile gestione degli orari di apertura. Ricordo del resto che già ora sono parecchie le sere in cui i negozi stanno aperti di sera. Nella nostra categoria non manca l’attitudine al servizio e al sacrificio».

Tende la mano?

«A Montecatini sono sul tappeto parecchie questioni che possono aiutare o danneggiare le attività e la ripresa complessiva della città. Tante volte le varie parti coinvolte sono state convocate a summit e tavoli: quando sembrava che si fosse trovata un’intesa è accaduto che, un minuto dopo, ciascuno tornasse sulle sue posizioni. Io dico che è giunto il momento di mostrare se c’è davvero la volontà di risolvere i problemi di tutti attraverso il confronto e le decisioni necessarie. Vedo che l’amministrazione comunale è aperta al dialogo e sono ottimista. Se chiediamo una moratoria su certe scelte che riteniamo nocive riusciamo a ottenere ascolto. Non si tratta di dire no a tutto e a priori, ma vanno ascoltate le ragioni di tutti».

Anche lei crede che solo attraverso il rilancio delle Terme Montecatini possa tornare agli splendori di un tempo?

«La risposta è scontata. Sostenere un principio del genere è la cosa più semplice. Allora dobbiamo attuare il piano industriale e accelerare i tempi per reperire i fondi che servono per le ristrutturazioni attraverso l’alienazione di beni non indispensabili per l’attività termale e tramite rinnovati accordo con gli sponsor del mondo bancario, a partire dalla Bnl. Il momento è difficilissimo, ci vuole davvero determinazione e impegno. Auguriamoci che l’operazione vada in porto, ma resta sempre la questione della gestione».

Sia più chiaro.

«Il progetto di rilancio deve funzionare davvero e per questo deve puntare soprattutto sulla dotazione delle Terme di tutte le attrazioni che fanno parte della sfera del divertimento. Non possiamo pensare che la gente venga a Montecatini solo per bere l’acqua del Tettuccio, non sono più quei tempi. Occorre allora un management davvero qualificato; andranno cercati soggetti di comprovata esperienza perché sappiano far fruttare al meglio, e con strumenti innovativi, il nuovo termalismo. Recuperando al tempo stesso il meglio della nostra tradizione.

«Non bastano le strutture, servono idee e ingegno. Mi viene in mente l’iniziativa degli anni Cinquanta, partita dal titolare dell’albergo Croce di Malta, che intuì quanto fosse necessario aggiungere il divertimento alle proposte per la clientela che frequentava le terme. Ad opera della “Società Anonima Incremento Montecatini” nacque il complesso delle Panteraie e fu un successo. Ecco, credo che – rapportandolo ai giorni nostri – sia un esempio da seguire».

Strutture termali, divertimento, verde, shopping, spettacoli. Elementi sufficienti per far rifiorire l’economia locale?

«Da soli non bastano. Bisogna aggiungere un’opera di promozione adeguata che punti sulla individuazione e la calendarizzazione coordinata degli eventi, oltre che sulla promozione. Serve una struttura per il marketing, insomma. Capofila potrebbe essere proprio la società delle Terme, ma dovrebbe coinvolgere tutte le associazioni di categoria del turismo e del commercio, con soggetti pubblici e privati».

Un altro elemento che attrae visitatori è l’enogastronomia basata sui prodotti locali d’eccellenza. C’è chi sostiene che a Montecatini si è un po’ persa la tipicità nella ristorazione. Ci sono tanti locali in grado di offrire una cucina di assoluto livello, ma non più caratteristica come un tempo. Si guarda all’esperienza del comparto della Sala, a Pistoia, e ci si chiede se non si potrebbe inventare qualcosa del genere anche nel cuore di Montecatini.

«È un’osservazione che non mi convince. Tutti i ristoranti conservano intanto nei loro menù i piatti della nostra tradizioni. E basta uscire dalle zone del centro per trovare subito tanti ristoranti tipici. Io credo che la nostra città sia in grado di offrire una cucina di ottimo livello e varia, per tutti i gusti.

«E ci sono tanti esercizi che fanno dei prodotti dell’eccellenza gastronomica locale la loro principale attrattiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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