Attenzione
Applausi al blitz della Polizia ma anche rabbia e tanti dubbi
MONTECATINI. Orrore, sbigottimento, tanta rabbia. E applausi alla Polizia per l’operazione. Sono tanti, tutti forti, ma a volte contrastanti, i sentimenti che vengono a galla in città dopo l’operazion...
MONTECATINI. Orrore, sbigottimento, tanta rabbia. E applausi alla Polizia per l’operazione. Sono tanti, tutti forti, ma a volte contrastanti, i sentimenti che vengono a galla in città dopo l’operazione che ha portato all’arresto del commerciante di via Garibaldi. Nel quartiere però il blitz non si può dire che abbia provocato sorpresa. Alcuni ragazzini, durante le fasi concitate dell’arresto di Paolo Donnini, assistevano all’evento quasi come se fosse stato annunciato. Ma è soprattutto sui social network che è esploso il dibattito. «Perché non dire che il negozio era in pieno centro di Montecatini? E che questo signore (nonostante denunce e processi) svolgeva un'attività che doveva essergli preclusa?», scrive una residente di via Garibaldi sul suo profilo (evidentemente senza ancora aver letto i giornali locali ma solo i lanci delle agenzie). «Quando sollevai dubbi – scrive ancora – qualcuno mi disse stizzito che erano chiacchiere...».
La notizia è stata “postata” anche su un sito a sostegno delle forze dell’ordine e qui il popolo del web si è scatenato davvero: oltre 1.500 i messaggi con “mi piace”, e più di 250 i commenti. Per la maggior parte invocano la “legge del taglione” in un processo in tempo reale su Internet che ormai sembra essere la strada più frequentata da una società che ha sempre meno pazienza di attendere le risultanze dei percorsi processuali, e sempre più voglia di emettere sentenze personali e immediate.
Ma tra gli innumerevoli attestati di stima per la Polizia, spuntano anche messaggi dubbiosi. Scrive Isa: «Molti ragazzini erano provenienti da famiglie in difficoltà e questo personaggio, tra l'altro di aspetto gradevole, aveva macchinoni e moto a disposizione. La cosa triste è che la legge non ha permesso di poterlo fermare prima». Insomma, un’altra testimonianza da parte di chi non si mostra per niente sorpreso del blitz.
Quella dei ragazzini che proverrebbero da famiglie in crisi economica sembrerebbe poi una risposta indiretta a chi, invece, si chiede come sia stato possibile che i genitori non si fossero mai accorti di nulla. Via Garibaldi è in pieno centro ma fa parte di un quadrilatero che attira residenti (e commercianti) di tutte le etnie. Quasi di fronte al negozio di Donnini c’è un bar gestito da cinesi ma frequentato da dominicani e tunisini; a fianco un negozio di generi alimentari romeni; pochi metri più avanti un kebab e ancora parecchi “call center” gestititi (e utilizzati) da romeni e immigrati dall’Est Europa. Insomma, un “melting pot” che potrebbe nascondere sotto la superficie anche situazioni di degrado, ma che non è sufficiente a spiegare quanto sarebbe successo se è vero che invece gli “amici” dello “zio Paolo” in realtà sarebbero dei minorenni montecatinesi.
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