Italia
Lavori mai finiti al cimitero la storia ricostruita in consiglio
Dal febbraio dell’anno scorso la ditta Gaglioti di Lamezia Terme non si è più ripresentata nel cantiere Contenzioso con il Comune di Buggiano quando ormai si era a un passo dalla conclusione
BUGGIANO. È arrivato anche in consiglio comunale il caso del cimitero di Buggiano, i cui lavori d'ampliamento da parte della ditta vincitrice della gara, la Gaglioti Costruzioni di Lamezia Terme, si sono interrotti da più di un anno senza più ripartire.A relazionare in merito alla vicenda sono stati gli uffici tecnici che hanno chiarito la maggior parte dei punti di una questione che, però, continua a presentare alcuni lati oscuri.
Partenza. Il primo progetto di ampliamento del cimitero di via Terra Rossa risale a 7 anni fa, ma visto che per vari motivi i lavori non iniziarono, fu necessario, a distanza di un paio d'anni, redigere un nuovo progetto con i prezzi aggiornati. L'approvazione definitiva risale al 2008 e da lì in poi si può dire che l'iter tecnico e burocratico sia proceduto regolarmente: nel settembre dello stesso anno viene espletata la gara d'appalto vinta dalla ditta Gaglioti, che trascorsi i mesi previsti per gli eventuali ricorsi e i controlli,, alla fine del gennaio 2009 firma il contratto. I lavori partono a marzo e nei primi mesi il progetto procede piuttosto velocemente, tanto che alla fine dell'anno la parte strutturale è quasi conclusa.
La variante. All'inizio del 2010 c'è un rallentamento a causa di un contenzioso fra una ditta subappaltatrice e la stessa Gaglioti, ma lo stato di avanzamento dei lavori è tale da non destare preoccupazioni. Anzi il Comune si rende conto che si stanno verificando delle economie e che è quindi possibile apportare migliorie al progetto. Questo fatto provoca ulteriori rallentamenti, non attribuibili alla ditta però. Il Comune è infatti obbligato, per apportare le migliorie richieste, a sospendere i lavori per fare la cosiddetta “variante suppletiva al progetto”. Nel febbraio 2011 viene quindi firmato un nuovo contratto, ma da allora la ditta non si presenta più in cantiere. Il Comune, attesi i tempi previsti dalla legge, richiama l'azienda in cantiere una prima volta ad aprile e poi a luglio, ma in entrambi i casi nessuno si presenta. Trascorsi altri mesi, a novembre c'è un ulteriore contatto telefonico che però non porta ad una ripresa dei lavori . E, infine, a marzo 2012 arriva la lettera da parte dell'avvocato dell'azienda con la richiesta del pagamento del saldo dei lavori. Da qui la decisione del Comune di agire per vie legali.
Lavori sospesi. Quello che però appare strano è che la ditta in questione abbia sospeso i lavori a un passo dalla fine. Su un totale di circa un milione di euro, gli interventi mancanti, in pratica soltanto la recinzione esterna e il rivestimento dell'ascensore, ammontano appena a 30mila euro. Ancor più incomprensibile che la stessa azienda non si sia fatta più vedere in cantiere pur dovendo avere ancora oltre 100mila euro per i lavori eseguiti. In un intervento sul nostro giornale la spiegazione fornita dalla stessa Gaglioti sulla non ripartenza dei lavori era che la richiesta da parte del direttore era avvenuta tardivamente. Ci sono poi altri episodi, non direttamente correlati, che fanno pensare. L'interruzione dei lavori coincide con un fatto risalente appunto al febbraio 2011: si tratta di un'intimidazione ricevuta dall'azienda, come testimonia un quotidiano on line di Lamezia Terme. «Il fatto – si legge su Il Lametino - si è svolto nella frazione di Piscopio di Vibo Valentia dove l'azienda, stava compiendo lavori stradali. Un giovane ha fatto scendere l'autista dall'escavatore ed ha sparato tre colpi di pistola contro il vetro della cabina di guida».Altro episodio non chiarito il misterioso incendio,a metà marzo, di uno degli automezzi della ditta che si trovava nel cantiere del cimitero.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
