Il Tirreno

Montecatini

La stangata Imu schianta le Terme: imposta triplicata

di David Meccoli
La stangata Imu schianta le Terme: imposta triplicata

Allarmati gli albergatori: «Più attenzione alle aziende» Un grand hotel passa da 9.200 a 15.000 euro

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MONTECATINI. La stangata arriva per tutti, ma in proporzione le più colpite in Valdinievole saranno le Terme, che vedranno triplicare il proprio gettito relativo all'Imu. Ma nessuno se la passa bene e si registrano le prime prese di posizione da parte degli albergatori.

L'accordo territoriale. Giovedì i sindaci della Valdinievole (esclusi solo Chiesina e Massa e Cozzile) hanno concordato un'unica aliquota. Per la prima casa l'Imu sarà del 5,5 per mille sulla rendita catastale dell'immobile; sulle seconde case, gli immobili strumentali (ovvero le attività produttive) e le aree edificabili l'aumento fissato sull'aliquota base è pari al 2 per mille: dal 7,6 al 9,6.

Terme salto triplo. E a chi poteva incidere più di ogni altro soggetto questo (atteso) aumento? A Montecatini le Terme hanno un patrimonio immobiliare pressoché sconfinato e sconosciuto ai più, tanto che in viale Verdi si sono già messi a fare due conti ed è venuto fuori che dagli 83mila euro che la società pagava con la vecchia, cara Ici, ora si passa con un bel triplo salto (mortale?) a ben 220mila euro. Una cifra non indifferente per le già provate casse termali.

Poco oculati. La prima reazione è quella dell'Apam. «Delicatissima decisione quella che le amministrazioni comunali – dice la presidente Francesca Taddei – dovranno prendere sull'Imu». Considerazione che, rivolta all'amministrazione Bellandi, «vuole indurla a un'oculatissima applicazione degli aumenti consentiti. Le prime notizie in merito, non lasciano intravedere tale volontà».

Prima la Ztl, ora l'Imu. «L'economia prevalente a Montecatini – prosegue l'Apam – è di tipo turistico. Gli ultimi provvedimenti adottati dall'amministrazione hanno dimostrato che se c'è un gettito garantito, questo deriva dal turismo e dagli albergatori. Per non parlare dei benefici che reca l'indotto su molte aziende della Valdinievole. E non voglio tornare sulla deludente e incomprensibile vicenda dell'orario serale della Ztl; l'unico rammarico è di aver perso tempo partecipando a tavoli di trattativa su decisioni già assunte».

Più attenzione. «Sento il dovere – dice Taddei – di invitare maggioranza e opposizione a un'attenta quanto scientifica valutazione della questione Imu. La situazione economica delle aziende alberghiere è critica e possiamo sperare di mantenere una posizione a patto che l'amministrazione ci consideri soci e alleati. La questione Terme è al pari nostro: senza le Leopoldine hanno poche prospettive per il futuro. In più, il patrimonio immobiliare termale rischia con gli aumenti dell'Imu di trasformarsi da risorsa garante a definitiva zavorra».

Esempi. Abbiamo provato a fare qualche simulazione sul gettito Imu degli alberghi. Le tre cifre indicate si riferiscono a quanto veniva pagato con l'Ici (7 per mille a Montecatini), quanto sarebbe stato il gettito con l'Imu base (7,6 per mille) e quanto invece sarà con l'aliquota scelta dai Comuni della Valdinievole (9,6 per mille). Una struttura da 20 camere è passata da 3.600 a 4.800 fino a 6.000 euro; un albergo da 30 camere da 5.000 a 6.500 fino a 8.000 euro; un grand h otel da 50 camere da 9.200 a 12.000 fino a 15.000 euro. Costi non indifferenti a nessuno.

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