La manifestazione
L’ombra della pedofilia lo accompagna da anni
Nel 2004 era stato prosciolto per un vizio formale nella querela della parte lesa Ma nello stesso anno aveva patteggiato un anno e 8 mesi per molestie
MONTECATINI. Un patteggiamento a un anno e 8 mesi e un’assoluzione con la formula del non doversi procedere per un vizio di forma.
È il passato che ritorna per Paolo Donnini, di nuovo alle prese con l’accusa di aver fatto sesso con minorenni.
Alle spalle del commerciante ci sono due processi. Uno chiuso con un’assoluzione nel febbraio 2004. L’altro finito con un patteggiamento nel giugno dello stesso anno.
L’ombra della pedofilia lo insegue almeno dal 1998. È in quell’anno che i genitori di un tredicenne lo denunciano sostenendo che l'uomo aveva riservato attenzioni spinte e morbose sul ragazzo per più volte nell'arco di pochi mesi, obbligandolo a subire violenze sotto la minaccia di rivelare tutto alla mamma.
Rinviato a giudizio per atti sessuali su un minorenne, al momento della requisitoria il pm dell’epoca, Luciano Costantini chiese una condanna a 2 anni e 9 mesi. La difesa, però, eccepì un vizio formale nel procedimento.
In pratica nella denuncia fatta dai familiari alle forze dell'ordine mancava un requisito fondamentale per costruire il processo: non era scritto da nessuna parte che il querelante chiedeva di perseguire penalmente il querelato. Nell'atto c'era solo l'elencazione dei fatti. E il gup, davanti al quale si svolgeva il processo con rito abbreviato, aveva pronunciato la sentenza di non luogo a procedere per un processo che, minato alla base, non avrebbe neanche dovuto essere celebrato.
Ma per Donnini, qualche mese dopo il proscioglimento per un vizio formale, nel giugno 2004 arriva una sentenza di patteggiamento. Un anno e 8 mesi per molestie sessuali sempre nei confronti di un minorenne che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 14 anni.
Secondo l’accusa l’imputato avrebbe soggiogato e minacciato il ragazzino di non rivelare a nessuno le attenzioni che gli riservava quando, con una scusa, lo invitava nel suo negozio in centro dando poi sfogo ai suoi istinti.
Stando agli inquirenti che condussero le indagini, gli episodi sarebbero stati diversi.
E sempre con le stesse modalità veniva consumato il reato fino a che il ragazzino non decise di confidarsi con alcuni familiari che denunciarono il commerciante.
Donnini scelse il rito alternativo del patteggiamento ottenendo uno sconto di pena di un terzo ed evitando il dibattimento in aula. Da qualche anno la giustizia non si era più occupata del commerciante di videogames finito più volte in mezzo a inchieste sulla pedofilia. Giovedì pomeriggio l’incubo del passato è tornato di nuovo a bussare alla sua porta. Le solite accuse, ma stavolta l’accusa porta le immagini.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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