Il dolore
Ricorso in cassazione di un ex dirigente contro il Comune
Il responsabile dell’urbanistica Giuseppe Lascialfari si oppone alla richiesta di risarcimento da 70mila euro
PESCIA. Lascialfari fa ricorso in Cassazione. L’ex dirigente all’urbanistica del Comune condannato a 4 anni, 5 mesi e 15 giorni di reclusione nel 2008, sta attualmente affrontando la causa civile davanti al tribunale di Pescia per il risarcimento di 70mila euro da pagare all’amministrazione.
È contro quest’ultima causa che l’avvocato di Lascialfari, Giovanni Giovannelli, ha presentato un ricorso alle sezioni unite della Suprema Corte per regolamento preventivo di giurisdizione. In pratica l’ex dirigente del Comune di Pescia sostiene che vi sia un conflitto di giurisdizione e che l'attuale causa debba essere discussa di fronte alla Corte dei Conti e non davanti al giudice civile. Contro questo ricorso però il Comune ha già stabilito che resisterà in giudizio affidandosi all’avvocato Lorenzo Magrini. La vicenda. I fatti risalgono ai primi anni del 2000 quando Giuseppe Lascialfari, geometra, che oggi ha 65 anni, ricopriva la carica di dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune di Pescia. Dopo alcune segnalazioni di alcuni cittadini partirono le indagini da parte dei carabinieri di Pescia e del Corpo Forestale, che portarono alla scoperta di varie irregolarità nelle pratiche edilizie relative a una serie di villette a schiera costruite in via Ventisette Aprile a Pescia.
I processi. Nel settembre del 2002 Lascialfari venne arrestato e messo ai domiciliari. Tra le accuse peculato, truffa, falso, reati edilizi, omissione atti di ufficio, rivelazione atti di ufficio e concussione. In primo grado nel luglio 2005 arrivò la condanna a 5 anni e mezzo, poi ridotta in Corte d’Appello a 4 anni e mezzo. Infine grazie a uno sconto di pena di 15 giorni concesso dalla Cassazione nel marzo 2008 la sentenza definitiva fu portata a 4 anni 5 mesi e 15 giorni. Interdizione perpetua dai pubblici uffici e provvisionale di 70mila euro di risarcimento a favore del Comune di Pescia furono le pene accessorie inflitte dai giudici. A questi procedimenti bisogna sommare la recente condanna della Corte dei conti con la quale è stato chiesto a Lascialfari un maxirisarcimento di 416mila euro.
Il ricorso. Al centro dell’attuale causa civile, ancora in corso, c’è il risarcimento dei 70mila euro stabiliti dalla Cassazione. Un appartamento a Firenze è già oggetto di esecuzione immobiliare. Il Comune di Pescia, per ottenere i soldi stabiliti dai giudici, ha, inoltre, deciso infatti di chiedere la revocatoria della vendita di una casa che lo stesso Lascialfari ha effettuato nei confronti della moglie. È a questo atto che l’avvocato Giovanelli ha deciso di opporsi, presentando il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione, un atto che comunque non sospenderà il procedimento in corso davanti al tribunale pesciatino.
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