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Aliquota Imu condivisa Due Comuni dicono no

di Luca Signorini
Aliquota Imu condivisa Due Comuni dicono no

MONSUMMANO. Nove comuni su undici in Valdinievole hanno raggiunto l’accordo per l’applicazione omogenea dell’aliquota Imu, l’Imposta municipale unica introdotta con la riforma del federalismo fiscale...

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MONSUMMANO. Nove comuni su undici in Valdinievole hanno raggiunto l’accordo per l’applicazione omogenea dell’aliquota Imu, l’Imposta municipale unica introdotta con la riforma del federalismo fiscale che da giugno graverà su imprese e privati cittadini.

Solo Chiesina, e un’altra amministrazione il cui nome non è stato indicato, hanno deciso di prendere una strada diversa sulla nuova tassa che, in riferimento alle prime case, reintegra la vecchia Ici, mentre sulle seconde case sostituisce l’Irpef sui redditi fondiari e l’Ici. Nella riunione fiume di ieri pomeriggio, convocata all’Osteria dei Pellegrini, i sindaci della Valdinievole hanno dato vita a un acceso dibattito. Ci sarà comunque da aspettare la giornata odierna per sapere a quanto ammonta la variazione percentuale sull’aliquota base fissata dal Governo: pari allo 0,4 per cento per le prime case (con i comuni che possono alzare o abbassare l'asticella di 0,2 punti percentuali) e pari allo 0,76 per cento per seconde case, negozi, laboratori e uffici (con gli enti locali in grado di applicare la variazione dello 0,3 per cento, sia in più sia in meno).

Discorso analogo vale per l’addizionale Irpef sul reddito imponibile, che la manovra salva-Italia ha già aumentato per quanto riguarda l’aliquota base (dallo 0,9 al 1,23 per cento) e quindi la sua variabilità (fino a 1,7 per cento). Anche in questo caso è prevista per oggi la comunicazione ufficiale dei sindaci della Valdinievole.

Per ora trapela soltanto che la discussione sull’applicazione omogenea delle tariffe, obiettivo di un percorso che ha coinvolto le amministrazioni a partire dall’inizio di quest’anno, si è arenata soprattutto in merito alle seconde case. Alcuni sindaci, sull’ipotesi di mettere in vigore l’aliquota più bassa, hanno denunciato il rischio di compromettere ancora una volta la stabilità sociale: così facendo, è stato detto, ad essere vessati sono perlopiù i proprietari di una sola abitazione, mentre chi possiede più beni in dote ha in questo modo alcuni benefici. Come possono avere benefici le grosse aziende o i grossi centri commerciali sparsi in Valdinievole.

Nonostante questi punti critici da limare, sembra che almeno nove amministrazioni su undici siano riuscite a trovare il minimo comun denominatore sulla questione. Dovrebbe quindi arrivare a conclusione l’iter condiviso per una sorta di gestione associata dell’Imu e dell’Irpef, in attesa che agli uffici finanziari dei comuni arrivi la comunicazione dal ministero del Tesoro su quanto sia l’importo dei tagli disposti dalle manovre economiche targate Monti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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