La manifestazione
In 300 in piazza per i diritti dei lavoratori
A Monsummano assemblea pubblica della Cgil per parlare di riforme e conseguenze
MONSUMMANO. Erano più di 300, chi in abiti borghesi chi con le tute da lavoro indosso, i lavoratori (soprattutto addetti del settore calzaturiero, ma non solo) presenti ieri mattina all’assemblea straordinaria convocata dalla Cgil in piazza Giusti.
Circa trentacinque le aziende rappresentate dai lavoratori: i calzaturifici in primis come detto (come Tiger, Balducci e Meg), ma anche le imprese chimiche e metalmeccaniche (Verinlegno, Meacci tappetti) delle zone industriali di Monsummano, Pieve a Nievole e Massa Cozzile. Due ore a braccia conserte per protestare contro i provvedimenti del Governo in materia di occupazione, precarietà, ammortizzatori sociali, pensioni.
Sul palco, allestito su un lato dell’oratorio San Carlo, i sindacalisti Daniele Gioffredi della segreteria Cgil di Pistoia, Michele Gargini della Filctem Cgil (settore chimico) e Biagio Acierno della Camera del Lavoro di Monsummano.
«Noi siamo preoccupati per i cambiamento previsti sul settore della mobilità – ha detto Gargini – nella riforma secondo noi ci sono alcuni passi in avanti, ma anche numerosi elementi negativi. L’assemblea di oggi (ieri per chi legge ndr) è la prima di una serie di mobilitazioni che andranno di pari passo all’iter parlamentare».
«Abbiamo registrato un aumento esponenziale della cassa integrazione – ha proseguito Gioffredi – stando ai numeri Pistoia è la terza provincia in Toscana. In più, ci sono 25mila lavoratori disoccupati senza ammortizzatori sociali. Con questa legge in approvazione non si creano posti di lavoro. Un conto è la teoria dei professori, un altro è la dura realtà quotidiana».
Tra i partecipanti in piazza circolava un foglio dal titolo “Cambiare la riforma difendere il lavoro”, compendio delle idee portate avanti dalla Cgil. Vi si leggeva: «Provvedimenti profondamente sbagliati sull’articolo 18 che rendono più facili i licenziamenti ingiustificati e che produrranno una valanga di vertenze e cause giudiziarie; provvedimenti del tutto insufficienti nella lotta alla precarietà, non si estende il sostegno al reddito ai precari che ne erano esclusi, non si cancellano come da impegno precedentemente assunto né il lavoro a chiamata né quello con i voucher; provvedimenti insufficienti sul terreno degli ammortizzatori sociali che non garantiscono affatto l'universalità degli stessi, inaccettabile inoltre la riduzione della mobilità per i lavoratori ultracinquantenni, già fortemente penalizzati dalla riforma delle pensioni».
Prossime tappe della Cgil saranno le assemblee nelle zone industriali di Larciano e Lamporecchio.(l.s.)
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