Il Tirreno

Montecatini

Fabbrica della Montalbano nella steppa

di David Meccoli
Fabbrica della Montalbano nella steppa

È una delle ipotesi emerse nell’incontro a Lamporecchio tra il presidente Giuseppe Oriana e la delegazione economica russa

2 MINUTI DI LETTURA





LAMPORECCHIO. Una fabbrica della Montalbano Industrie Alimentari tra il Don e il Volga, là dove neanche le truppe tedesche riuscirono a sfondare dopo un assedio durato sette mesi durante la seconda guerra mondiale. Al posto delle baionette stavolta di mezzo ci sono i pomodori e le tante verdure di cui è ricca la regione di Volgograd (ex Stalingrado), dalla quale è giunta nei giorni scorsi in Valdinievole una folta delegazione guidata dal governatore Sergei Bozhenov. Sul piatto anche tante opportunità per l'import e l'export. Non solo ai festeggiamenti per i 47 anni del governatore (con tanto di polemiche in patria sollevate per la presunta faraonica missione italiana), quindi, era legata la trasferta, ma anche a un business che sembra avere tutte le possibilità per essere concretizzato. «I russi – dice Giuseppe Oriana, che oltre a essere presidente e fondatore dell'azienda si trova al vertice di Assindustria Pistoia – ci hanno fatto visita venerdì, dopo aver preso precedentemente contatti con noi».

«Abbiamo aperto tre canali di possibili collaborazioni – dice l'amministratore della società, Simone Lucherini – per prima cosa la delegazione russa si è detta interessata ai nostri prodotti e quindi stiamo valutando come poterli immettere nel mercato dell'est; ci hanno poi offerto le loro materie prime, soprattutto pomodori semilavorati, che potrebbero costituire materia prima per i nostri prodotti; infine, si è aperta la possibilità di aprire una nostra realtà a Volgograd, in grado di lavorare direttamente sul posto i loro prodotti naturali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa