La manifestazione
Discariche di eternit lungo le strade
Tante le testimonianze di inciviltà da Pescia a Marliana: rimozione difficile e costosa, servono più controlli
PESCIA. L’inciviltà non va in vacanza. Lo dimostrano queste foto, scattate in un caso a Pescia ( dopo le segnalazioni di un cittadino), e negli altri inviateci da un nostro lettore di Marliana. Immagini che, però, sono purtroppo comuni in tutta la Valdinievole, specialmente lungo i bordo delle stradine di campagna dove, lontano da occhi indiscreti, molti incivili trovano “comodo” scaricare i propri rifiuti. E, spesso, non si tratta di rifiuti “normali”. L’inciviltà in molti casi raggiunge un livello superiore (o, forse, sarebbe il caso di dire più “infimo”): in queste minidiscariche a cielo aperto, infatti, c’è un elemento che non manca mai, l’eternit.
Lo scrivi eternit, ma lo leggi amianto. Amianto che, unito a sostanze cementizie, permetteva di creare questo nuovo materiale, l’eternit appunto, che fino a non molti anni fa era usato in grande abbondanza nell’edilizia, per costruire tettoie o contenitori dell’acqua. Almeno fino a quando non si è scoperta la pericolosità dell’amianto per la salute dell’uomo.
Adesso, di quel periodo di grande uso di questo materiale rimangono parecchie testimonianze, tra capanne o vecchie rimesse coperte da tetti in eternit, o vecchi cassoni dell’acqua fatti nello stesso materiale. Insomma, in circolazione c’è un sacco di eternit da smaltire e trattandosi di un materiale così pericoloso non può essere trattato come un rifiuto qualsiasi. Lo smaltimento deve seguire una serie di procedure di sicurezza ben precise, ma anche parecchio costose. Ecco così che in molti usano la “scorciatoia” della stradina isolata. Caricano il materiale da gettare e di notte, quando nessuno li vede, vanno e gettano.
Nasce così la miriade di discariche grandi e piccole che possiamo facilmente incontrare, e che spesso restano lì per mesi prima che qualcuno le rimuova. Anche perché l’iter per la loro rimozione è decisamente complesso.
È il caso, per esempio, delle lastre di eternit fotografate nell’area di sosta camper alle spalle della chiesa di San Francesco a Pescia (non lontano dall’ospedale): già un mese fa segnalammo il caso sul Tirreno, ma come dimostra la foto niente è cambiato.
Ancora peggiore è la situazione se lasciamo le zone più popolate per salire sulle più isolate strade di collina. È il caso delle foto scattate da un nostro lettore lungo la provinciale 32 e sulla strada per Piangrande, nel territorio di Marliana, e inviate anche al sindaco del piccolo Comune montano. Mucchi di eternit sparsi qua e là, sui quali il lettore ha aggiunto un messaggio significativo: una sorta di bandierina raffigurante un teschio, con un’invocazione («Aiuto»).
Una lettera, quella inviata al sindaco, per chiedere un intervento di bonifica e maggiori controlli (anche se va riconosciuto che è praticamente impossibile proteggersi da certi “cafoni”), anche perché, alla fine, quest’inciviltà la pagano tutti, in soldi e, soprattutto, in salute.
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