Finanza
Pennelli e mattoni: Sartoni spulcia le spese comunali
L’ex assessore chiede quali sono le procedure per gli acquisti dei materiali «Perché non indire gare pubbliche per individuare i fornitori meno cari?»
MONTECATINI. Alessandro Sartoni, consigliere comunale d'opposizione, fa il “revisore dei conti” dell'amministrazione. «Ho chiesto di visionare una serie di fatture messe in bilancio – spiega Sartoni – e le sto studiando. I momenti sono pesanti per tutti ed necessario gestire i conti con buonsenso, misura e raziocinio. È indispensabile che ogni impresa metta in atto rigide procedure tese ad evitare il rischio di sprechi. E non deve fare eccezione la macchina comunale, all'interno della quale deve esserci una procedura ben codificata per gli acquisti». Nella sua indagine con la lente d'ingrandimento l'ex assessore ha scovato un paio di situazioni, seppur con cifre non altisonanti, che l'hanno fatto rizzare sulla sedia. La prima riguarda l'acquisto, da febbraio a dicembre 2011, di 77 pennelli di diversa taglia: «Il comune ha nel suo organico un imbianchino e un falegname – dice Sartoni – e a me quel numero di pennelli sembra un esagerato. Poi quanti sono i giorni di lavoro? Se facciamo un conto, tra ferie, festività e weekend, si arriva a circa 220 giorni. In più, per gli interventi grossi, come quello al Palaterme, ci si affida ad aziende esterne. Ecco che il numero di pennelli pare troppo alto».
Secondo esempio: la spesa sostenuta dal Comune per alcuni mattoni che, nel corso del 2011, presentavano prezzi differenti. Dal più economico (0,25 centesimi) al più caro (0,35 ) c'è un aumento pari al 40%. «Per un prodotto sempre di marca diversa che da quanto si comprende dalle descrizioni in fattura dovrebbe essere tecnicamente identico».
Sartoni continua: «Questo farebbe pensare ad acquisti a “gusto” di chi ritira il materiale piuttosto che a “disponibilità” del venditore, ad acquisti di irrazionale giustificazione, ad assenza di puntuale selezione dei fornitori e dei relativi prodotti. Sono piccoli importi ma, se la somma fa il totale, in questi momenti non ci possiamo permettere il minimo spreco».
Nella sua denuncia Sartoni pone alla giunta Bellandi alcune domande: «Il comune ha in essere una procedura del genere in ogni sua articolazione? Chi decide gli acquisti controlla che il consegnato coincida con l'ordinato? Sono attivati criteri precisi per la scelta del miglior fornitore? Si chiedono i necessari preventivi? Il collegio dei revisori effettua verifiche a campione per accertare l'utilizzo di “buone pratiche” in merito alla dinamica degli acquisti?».
E arriva infine a proporre di indire gare pubbliche per individuare le aziende che, al prezzo più contenuto, forniscano al municipio gli articoli necessari al suo funzionamento.
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