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Interrogazione di Pescia Democratica

Il bilancio è sotto esame «La situazione è grave»

Il bilancio è sotto esame «La situazione è grave»

PESCIA. Cosa vuol fare il Comune per risanare il bilancio? Questa sintetizzando la domanda contenuta nell’interrogazione di Pescia Democratica al sindaco di Pescia, dopo la notizia di un ulteriore...

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PESCIA. Cosa vuol fare il Comune per risanare il bilancio? Questa sintetizzando la domanda contenuta nell’interrogazione di Pescia Democratica al sindaco di Pescia, dopo la notizia di un ulteriore esame del consuntivo 2010 da parte della Corte dei Conti.

Non nuove, per la lista civica, le contestazioni mosse dalla Corte dei Conti e proprio per questo«sorprende che l’amministrazione non abbia ancora reso formalmente partecipi tutti i consiglieri delle stesse e delle controdeduzioni eventualmente elaborate», in vista dell’esame da parte sezione di controllo della Corte in programma il 17 aprile.

«La situazione – prosegue l’interrogazione – è peraltro più grave di quella fin qui denunciata, in quanto la Corte dei Conti non ha ancora considerato cosa è successo nel 2011: l’anticipazione di cassa si è mantenuta ininterrottamente aperta, al disavanzo già accertato col rendiconto 2010 si è aggiunto un ulteriore onere per debiti fuori bilancio, che complessivamente ammonta a oltre un milione di euro, la vendita di alcuni cespiti del patrimonio immobiliare del Comune non decolla e, qualora si verificasse, porterebbe solo una minima parte delle risorse necessarie, l’ente continua nella sua incapacità di far fronte agli impegni finanziari assunti, i trasferimenti da parte dello Stato registreranno un’ulteriore contrazione pari a circa 600mila euro, senza poter sperare che i proventi dell’Imu possano compensare, nemmeno parzialmente, questo mancato afflusso di fondi. Inoltre, la massa di debiti iscritti in bilancio risalenti anche ad anni pregressi non vengono onorati».

Da qui la richiesta al sindaco di riferire al consiglio «sui dettagli delle iniziative che l’amministrazione intende intraprendere per risanare il bilancio e su come intende controdedurre ai rilievi della Corte dei Conti; se e come intende procedere al riequilibrio della spesa corrente (se privilegiando i tagli alla spesa o aumentando la pressione fiscale); se viene ritenuto ancora valido e realistico il piano eccezionale di risanamento attraverso la vendita del patrimonio immobiliare; se non sia il caso di procedere a un controllo più puntuale sulla validità dei titoli giuridici a sostegno dei residui attivi, e sull’effettiva possibilità di conseguirne l’incasso, costituendo eventualmente un adeguato fondo rischi per quelli di dubbia esigibilità».

Drastiche le conclusioni di Pescia Democratica: «In assenza di un progetto credibile di risanamento, si invitano tutti gli amministratori a valutare di assumere l’unica soluzione che consenta una gestione del risanamento finanziario in un arco temporale adeguato, ovvero richiedere autonomamente l’inizio della procedura per l’accertamento del dissesto, prima che proceda in tal senso la Corte dei Conti».

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