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Badante ubriaca picchia due carabinieri

Badante ubriaca picchia due carabinieri

Scambia i carabinieri per due ladruncoli e li aggredisce in strada. Non aveva problemi alla vista la badante russa di 42 anni, residente a Montecatini, prima arrestata e poi finita in tribunale dove ha patteggiato 3 mesi per resistenza a pubblico ufficiale

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PIEVE A NIEVOLE. Scambia i carabinieri per due ladruncoli e li aggredisce in strada. Non aveva problemi alla vista la badante russa di 42 anni, residente a Montecatini, prima arrestata e poi finita in tribunale dove ha patteggiato 3 mesi per resistenza a pubblico ufficiale. Lo sbaglio era dovuto al pieno di alcol arrivato a un punto tale da farle perdere il senno. All’ospedale le hanno riscontrato un valore di 3 g/l quando la legge tollera per un automobilista un massimo di 0,4 g/l.

L’episodio è avvenuto venerdì sera in via Milano. Alcuni passanti vedono una donna barcollare. Dalla borsa cadono alcuni oggetti che finiscono sull’asfalto. Capiscono che non sta bene e chiamano i carabinieri. Dal comando viene inviata una pattuglia del radiomobile. I due militari si avvicinano alla russa e al tempo stesso iniziano a raccogliere il materiale seminato in strada. Ma il gesto dei carabinieri viene mal interpretato dalla badante che comincia ad inveire contro i presunti ladri. Allora provano a calmarla. E lei reagisce con calci e pugni. Quando la portano in caserma in stato di fermo l’agitazione non passa. Si divincola, pronuncia frasi e offese non capendo bene in quale posti si trovi. Attraverso i documenti trovati in tasca riescono a risalire alla famiglia nella quale presta servizio. Contatta per chiederle la disponibilità di prendersi la badante, la figlia dell’anziana assistita ha rifiutato spiegando che non aveva alcuna intenzione di mettersi in casa una persona in quello stato. Dopo aver passato la notte nella cella di sicurezza, guardata a vista da un militare fino a che non si è addormentata, ieri smaltita la sbornia la badante è comparsa davanti al giudice. Un patteggiamento a tre mesi, con la condizionale, ha chiuso la parentesi alcolica degenerata nell’arresto. Più difficile convincere i familiari della badata che possono ancora fidarsi di lei.

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di Redazione web