Sicurezza
Accoglienza e più managerialità e il turismo tornerà a crescere
La presidente degli albergatori Apam chiede ad operatori e amministratori qualificazione e coraggio per rilanciare l’offerta. «Intanto facciamo di Montecatini una città davvero a misura di pedone»
MONTECATINI. Cosa ci vuole perché Montecatini riprenda lo slancio che le compete? Soprattutto il coraggio e l’impegno di aggiornarsi e innovare, superando il conservatorismo e la tendenza a dividersi su tutto. Esprime concetti netti e precisi Francesca Taddei, presidente dell’associazione Apam-Federalberghi e proprietaria dell’Hotel Mediterraneo.
«Serve un salto di qualità – spiega – credo proprio che tutti dobbiamo fare uno sforzo per capire che abbiamo ogni requisito per tornare al centro dell’attenzione e incrementare fatturati e posti di lavoro, ma anche che questo dato è di per sè insufficiente: dobbiamo evolverci per assicurare un’accoglienza competitiva sul difficile mercato del turismo. Vedo, anche nei giovani, la tendenza a ripercorrere sempre le stesse tappe, noto una managerialità che stenta. Certo, è importante che le Leopoldine vengano ristrutturate in grande stile e riaperte, ma nemmeno iniziative del genere possono bastare, se gli imprenditori non hanno poi il coraggio e non mettono l’impegno necessario per adeguare la propria offerta. E vanno superatii nocivi scontri tra le diverse categorie».
Su quali argomenti?
«Su molti, a partire dalla pedonalizzazione del centro. Ztl, divieto di transito serale sono parole che suscitano immediate levate di scudi, ma tutti dovrebbero afferrare il vantaggio che una politica del genere porta in una città apprezzata proprio per la sua quiete e per il fatto che si può girare a piedi o in bicicletta. Il problema, a mio avviso, non è l’ampliamento dell’isola pedonale o la chiusura al traffico dalle 21 (alle 23, come ora, sembra più un coprifuoco che una agevolazione): fondamentale è dotare la città di parcheggi adeguati e ben serviti da navette e, magari, da un capillare sistema di noleggio di biciclette. Già noi albergatori le diamo gratuitamente ai clienti».
Siete pronti per mettere a frutto i vantaggi dei progetti di ristrutturazione e del nuovo piano industriale che dovrebbe portare al recupero e alla riapertura di gran parte del patrimonio termale, dotato di ogni comfort?
«La risposta è complessa. Troppo a lungo Montecatini ha atteso che altri, in altri luoghi, risolvessero i problemi della città e oggi il rischio è che il territorio piano piano perda definitivamente attrattiva. Indubbiamente i progetti di rilancio delle terme sono basilari, ma nell’attesa che i nuovi impianti siano pronti cosa facciamo? Siamo consapevoli che dobbiamo riqualificarci in tutti i settori se vogliamo che i turisti rimangano non solo per dormire in un luogo concepito come appoggio per visitare le città d’arte vicine? La gente oggi viene soprattutto per il buon rapporto tra qualità e prezzo in un’area caratterizzata dalla quiete, dal verde, dal paesaggio, dall’arredo e dal fascino dello stupendo patrimonio immobiliare lasciato dal granduca Leopoldo e dai suoi successori. Ma non possiamo pensare che basti la bellezza del parco a trattenere gli ospiti, a farli spendere in negozi, bar, ristoranti e locali».
Cosa dovete fare, allora?
«Dobbiamo cambiare passo e mentalità, partendo dall’analisi dei flussi per capire come migliorare l’accoglienza. Una strategia che coinvolge tutti: gli albergatori, i commercianti, i pubblici esercenti, gli organizzatori di eventi e gli amministratori della città».
Faccia qualche esempio.
«Allestimento di spettacoli in diverse lingue, prolungamento della stagione concertistica e lirica, negozi aperti la sera, impegno per garantire sicurezza, recupero della piena fruibilità e del decoro delle stazioni e dei loro dintorni (oggi sono un pessimo biglietto da visita), studio di soluzioni per evitare ingorghi».
I commercianti non gradiranno l’idea di aperture permanenti anche la sera.
«Eppure dovrebbero sapere che il picco negli arrivi dei turisti è a fine pomeriggio. Gli ospiti si sistemano negli alberghi, cenano e poi escono. Alle 21,30 sono tutti in giro. E trovano tutto chiuso e buio, con l’eccezione delle sere programmate per le aperture dei negozi. Una situazione che non contribuisce a migliorare la qualità dell’accoglienza. Vede, anche le gite scolastiche portano soldi alla città. Non c’è ragazzino che se ne vada senza un ricordino o senza aver consumato qualcosa. Ma deve trvare aperto».
Dall’amministrazione comunale cosa vi aspettereste?
«Intanto il potenziamento immediato di pattuglie che garantiscano controlli per l’ordine pubblico. Poi una migliore illuminazione di parecchi punti critici, la soluzione del problema delle stazioni e controlli per garantire la quiete nella zona di piazza del Popolo, presa d’assalto dalle scolaresche. Si è più volte ipotizzata l’istituzione dei vigili di quartiere: sarebbe un’ottima idea. Di più il Comune potrebbe fare per i problemi dell’accesso, con percorsi diversificati e mirati per i pullman e migliori soluzioni per il check-point, intorno al quale si creano sempre file».
Non potreste gestire direttamente dagli alberghi le pratiche per gli arrivi?
«L’obiettivo è quello, ma richiede un programma specifico per il servizio on-line. Il problema è che questa mansione si aggiunge a quelle per i dati sulle presenze, la tassa di soggiorno che dobbiamo riscuotere noi, le pratiche per le esenzioni. Serve personale alla reception e i costi non sono trascurabili».
Lei auspica qualificazione e innovazione in tutti i settori. Trova questi elementi nel mondo della scuola e della formazione per i servizi al turismo?
«Il rapporto con l’Istituto Alberghiero è costante e dà risultati. Sul mondo del lavoro arrivano giovani sufficientemente preparati e non è un caso che al 70% trovino occupazione in tempi rapidi. Semmai sarebbe opportuno che al corso di studi aggiungessero esperienze in altre città e in altri paesi e – inglese, francese e tedesco a parte – l’apprendimento di nuove lingue, a partire dal russo».
Ritiene anche lei che la Russia sia la nuova frontiera per gli arrivi di qualità di cui Montecatini ha bisogno?
«Non c’è ombra di dubbio. I russi vengono soprattutto per le cure termali, restano due settimane, si fidelizzano e tornano con altri amici. Il fatto che le vacanze per salute godano nel loro paese di rimborsi fino al 92% delle spese indica che il flusso sarà in costante aumento. A patto che sappiamo accoglierli al meglio e offrire loro i servizi che cercano. La stagione sta iniziando e mi auguro che il Tettuccio venga aperto almeno dal 23 aprile, una settimana prima rispetto alle previsioni. Sarebbe molto importante».
Agli ospiti che si trattengono per settimane cosa siete in grado di offrire, cure termali a parte?
«Tocca un tasto delicato. Intanto la qualità dell’accoglienza di cui ho già parlato. Poi un programma ben calendarizzato, almeno da marzo a tutto ottobre-primi di novembre, con spettacoli, concerti, eventi sportivi, congressi. Serve insomma una buona operazione di marketing».
E chi la organizza, ora che l’Apt non c’è più? Possibile che ogni associazione o categoria faccia per conto proprio, senza il necessario coordinamento?
«La questione è aperta. A me pare che tutti stentiamo a muoverci sotto il cappello della Regione Toscana, che nei fatti frena le iniziative locali. C’è senza dubbio il problema della individuazione, della calendarizzazione, del coordinamento e della promozione delle manifestazioni che portano gente. Leggo di proposte e idee, anche condivisibili, ma non vedo una reale volontà, o quanto meno l’impegno, di arrivare ad una soluzione concreta. Più in generale, non noto nella politica della Regione la dovuta attenzione al settore del turismo, che pure è fondamentale per tutta l’economia toscana e nazionale».
Non potreste intanto dotarvi di qualche punto di informazione e di touch screen?
«Stiamo valutando il progetto insieme all’Istituto alberghiero per la parte informativa affidata alle persone. Per la parte telematica dovrebbero presto essere messi in funzione 3 touch screen. Continuano ad arrivare i risultati dell’eccellente promozione rappresentata da Miss Italia: la manifestazione organizzata qui ha riportato il nome di Montecatini al centro dell’attenzione. Sarà utilissimo farne un appuntamento televisivo fisso ambientato nella nostra città. Ma ora dobbiamo muoverci per soddisfare appieno chi è stato spinto a venire, o a tornare, anche dalle immagini viste in Tv. Mi lasci dire un’ultima cosa: i nostri ristoranti, di indubbia qualità, dovrebbero puntare di più sulla tipicità, elemento che attrae molto i turisti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
