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Un esempio di sportività

Il compagno si infortuna e rinunciano alla finale

MASSA COZZILE. In un mondo dove troppo spesso si cerca il risultato a tutti i costi, quello che è successo martedì sera a Ponte Buggianese è stata una piacevole eccezione. Una bella lezione...

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MASSA COZZILE. In un mondo dove troppo spesso si cerca il risultato a tutti i costi, quello che è successo martedì sera a Ponte Buggianese è stata una piacevole eccezione. Una bella lezione quella arrivata da una squadra che sceglie di non terminare una partita per rispetto al compagno infortunato.

Si giocava la finale del campionato Uisp serie A2 Eccellenza tra Biscolla Basket e Orange Team Massa Cozzile, la vincente sarebbe stata promossa in serie A1. Per chi si allena da mesi per raggiungere un risultato, seppur a livello amatoriale, è sempre una partita importantissima. A 16 secondi dalla fine, col Biscolla in vantaggio di 4 punti, un giocatore di Massa Cozzile si accascia al suolo sotto il canestro avversario e si tiene la testa. Una gomitata fortuita lo ha colpito alla tempia sinistra. Per il 20enne Giacomo Cardelli il dolore è forte, mentre la vista si offusca sempre di più. Il gioco viene sospeso, il ragazzo viene soccorso da compagni e avversari e viene chiamata l’ambulanza, che in pochi minuti arriva al palazzetto. Giacomo è medicato e trasportato all’ospedale. La Tac dà esito negativo e nel cuore della notte viene autorizzato a tornare a casa.

Intanto, al palazzetto, gli arbitri decidono di riprendere la gara, ma l’Orange Team si rifiuta di tornare in campo.

«Non potevamo farlo – racconta il presidente della società Alessandro Pagni – volevamo tutti essere vicini a Jack, il colpo è stato forte e lui è rimasto per terra diversi minuti. Ci siamo preoccupati tutti. Quando è stato portato sull’ambulanza gli arbitri ci hanno detto che la partita andava finita per chiudere il referto. Ho guardato l'allenatore ed è bastato un cenno: siamo andati negli spogliatoi. Vincere o perdere a quel punto non aveva più senso. La cosa più amara sai qual è? Quando Giacomo è stato colpito è finito sotto il canestro, il gioco è proseguito sull’altra metà campo perché gli arbitri non si sono accorti di nulla. Noi che eravamo in panchina siamo entrati in campo per andare da Giacomo e lo abbiamo indicato all'arbitro , che per tutta risposta ci ha dato un tecnico per proteste».

Ora Giacomo sta bene, è a casa e ha ricevuto testimonianze di affetto da tutti i compagni. Ma la testimonianza più bella lui non l’ha potuta vedere.(r.d.m.)

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