Sicurezza
Costruire ancora case? Prima contiamo l’esistente
Dal settore immobiliare conferme sui timori sollevati dalle opposizioni sul regolamento urbanistico: l’offerta del mattone supera la richiesta
PESCIA. A quanto ammonta il patrimonio edilizio esistente che, però, non viene attualmente utilizzato? Sarebbe opportuno fare una stima degli immobili vuoti, perché non abitati o non venduti, in modo da evitare che l’ormai prossimo regolamento urbanistico comporti un utilizzo improprio del territorio? E' quanto si chiedono alcuni consiglieri di opposizione, che hanno deciso di presentare al prossimo consiglio comunale un documento con cui chiedono al sindaco e alla giunta di impegnarsi ad accertare la consistenza del patrimonio immobiliare presente nella città di Pescia.
Un’analisi che potrebbe rivelarsi utile anche per contrastare fenomeni di evasione fiscale, oltre che alla predisposizione di un regolamento urbanistico con un’ampiezza corrispondente alle effettive necessità.
«La pulsione edificatoria del recente passato – si legge nel documento firmato da Ferdinando Campolunghi di Rifondazione, da Roberto Michelotti del Pd e da Gennaro Ruffino di Pescia Democratica – insieme alla crisi che attualmente sta attraversando l’economia in generale e il mercato immobiliare in particolare, hanno determinato la formazione di un eccesso di edificato disponibile rispetto alla domanda attuale e realisticamente anche prospettica. Ciò si verifica sostanzialmente per ogni comparto, ma in particolare per quello residenziale e per quello commerciale, come si può percepire chiaramente solo percorrendo le strade di qualunque quartiere della città e delle frazioni».
La paura è che il Comune, pur di far cassa con gli oneri di urbanizzazione, conceda di costruire più di quanto sia effettivamente necessario, causando un eccesso di urbanizzazione e un consumo inutile di territorio. E il timore espresso dall’opposizione trovano conferma nelle dichiarazioni degli esperti del settore immobiliare .
«In questo comune – dice Stefania Schioppa titolare del Centro Servizi Immobiliari – ci sono parecchie case invendute. Il costo inoltre è più basso rispetto alle altre zone della Valdinievole, anche se è comunque stabile».
«Di immobili invenduti – fa eco Massimiliano Doscioli dell’Immobiliare Max – ce ne sono tanti, sia nel centro storico che fuori. Da affittare un po' meno perché la maggior parte sono già affittati e comunque ci sono molte morosità che disincentivano la locazione. Per quanto riguarda la richiesta da parte dei clienti è rimasta stabile, anche se è aumentata la trattabilità con la conseguente diminuzione del prezzo di vendita».
Insomma già al momento l’offerta sembra superare la richiesta. Un fattore di cui sarà bene tener conto al momento di dare il via libera a nuove edificazioni.
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