Il Tirreno

Montecatini

«Sesana, non ci sono alternative»

di David Meccoli
«Sesana, non ci sono alternative»

L’amministratore della Trenno, Claudio Corradini, difende le scelte della società contro le proteste

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MONTECATINI. «Possono essere fatti tutti i ricorsi o le unità di crisi che si vuole, ma l'alternativa al piano da noi presentato è solo una: la definitiva chiusura dell'ippodromo».

È lapidario l'amministratore unico della Trenno (società proprietaria del Sesana), Claudio Corradini, sul futuro di dipendenti, centro di allenamento e stagione. E ribatte punto su punto alle accuse dell'Anagt (l'associazione degli allenatori e guidatori di trotto) all'indomani della chiusura della pista nelle giornate in cui non ci sono le corse.

L'Anagt sta infatti per presentare in Tribunale un ricorso contro il provvedimento con cui Trenno ha chiuso la pista con dei lucchetti. Un atto, secondo l'associazione guidata da Gabriele Baldi, che priva allenatori e guidatori dello spazio per poter far sgambare i propri cavalli. «L'accordo che la società ha disdetto in modo unilaterale e senza preavviso – aveva detto Baldi – comprendeva anche l'uso della pista nei servizi previsti dal contratto, che peraltro scade il 31 dicembre».

«Facciano pure ricorso – dice Corradini – ma noi andremo avanti con le nostre decisioni e ci difenderemo anche legalmente, se necessario. La società ha avvertito tutti i soggetti coinvolti che avrebbe preso questi provvedimenti e i legali ci hanno già detto che i nostri sono atti assolutamente legittimi». Ma al di là di tutto, c'è un fattore che taglia la testa al toro (e speriamo non al cavallo…) e che non lascia spazio ad altre possibilità. «Trenno – spiega Corradini – lo scorso anno ha perso 2 milioni di euro. Sono cifre che non possiamo permetterci di ripetere nel 2012. Per questo andremo volentieri alla riunione dell'unità di crisi convocata dalla Provincia, ma purtroppo non potremo cambiare direzione. Qui si deve capire che stiamo facendo di tutto per garantire un futuro al Sesana e che, se proprio non ci possiamo guadagnare, almeno che le perdite siano contenute entro un limite accettabile. Non abbiamo alternative al piano di rientro presentato dalla società, se non quella della chiusura dell'ippodromo, che stiamo invece cercando in ogni modo di salvare». Un piano, quello della Trenno, che prevede la trasformazione dell'impianto in stagionale, con riunioni di corse concentrate in soli cinque mesi (da aprile ad agosto) e, di conseguenza, ripercussioni sui dipendenti. «L'obiettivo che abbiamo già comunicato ai lavoratori – dice Corradini – è quello di trasformare tutti i contratti in part time verticali. E' una decisione sofferta, ma che consentirà di andare avanti all'attività». E di soluzioni diverse, come quelle prospettate dall'Anagt, che si è detta pronta a coordinare una cordata di imprenditori disposta a rilevare il Sesana, Corradini non si fida. «Di chiacchiere – dice – ne abbiamo sentite tante, ma mai nulla di concreto. Chi sono questi imprenditori? Cosa vogliono fare? Chi c'è dietro questa proposta? Vogliamo prima delle risposte serie».

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