Il dolore
Invalido, disoccupato e sotto sfratto: «Datemi un lavoro»
CHIESINA UZZANESE. Vivere, anzi sopravvivere, con 75 euro al mese. Trovarsi da un anno e mezzo senza lavoro, non pagare l'affitto da più di sette mesi e rischiare lo sfratto. Questa è la triste...
CHIESINA UZZANESE. Vivere, anzi sopravvivere, con 75 euro al mese.
Trovarsi da un anno e mezzo senza lavoro, non pagare l'affitto da più di sette mesi e rischiare lo sfratto.
Questa è la triste storia di Giampiero Pagni, classe 1967, residente a Chiesina. Una vicenda umana che fa capolino in una realtà come quella della Valdinievole già colpita da diffuse crisi di piccole imprese costrette a mandare a casa personale.
«Sono stato licenziato dalla mia azienda poiché ero in esubero – è l’inizio de sul racconto –. Ho cercato in tutti un modi un'occupazione, ho portato tremila domande e curricula, ma nessuno mi ha dato ascolto. Non so come andare avanti. Anche se sono un invalido civile e dovrei godere delle agevolazioni, nessuno mi prende in considerazione».
Nel 2000, infatti, il signor Pagni, mentre stava lavorando, si era ribaltato con il suo trattore.
L'incidente aveva causato gravi danni alla sua gamba sinistra con la necessità di un intervento chirurgico per ripristinarne la funzionalità.
Dopo essere stato costretto a camminare per due anni e mezzo con le stampelle, il dottor Carlo Cossi con un'operazione delicata ha inserito una protesi nell'arto lesionato di Giampiero e gli ha permesso di tornare a vivere una vita normale.
Neppure l'invalidità del 60%, riconosciuta dopo dieci anni di estenuanti battaglie legali, ha aperto uno spiraglio di speranza nella crisi imperante nella società sempre più avara di occasioni di lavoro.
«Mi sono rivolto anche all'amministrazione comunale – prosegue – mi hanno affidato a una assistente sociale e offerto esigui aiuti economici. Io però sarei pronto a svolgere qualsiasi tipo di attività: dal guardiano di notte, al fattorino, all'operaio. Mi adatterei a tutto e non mi spaventerebbe l’ipotesi di alzarmi all'alba, non dormire di sera, né lavorare nei festivi».
Attraverso il nostro giornale l’ex operaio lancia un appello agli esercizi commerciali e alle industrie della Valdinievole che cercano manodopera.
Più che un aiuto occasionale Giampiero Pagni aspira a un un'occupazione che gli permetta di tornare a vivere con dignità.
Elena Guerri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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