Il Tirreno

Montecatini

Dal rame all’acciaio inox Il successo nato dalla crisi

di Luca Signorini

Riconoscimenti da tutto il mondo e fatturato milionario per la Ghidi Metalli Esportazioni al 70% per l’azienda specializzata nella produzione di serbatoi

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BUGGIANO. Dalla via Circonvallazione si vede soltanto un negozio, non troppo grande, con alcuni contenitori in acciaio inox alti e luccicanti. Se entri però, passando dagli uffici dell’amministrazione, ecco che ti si apre davanti un ampio stabilimento di 3.500 metri quadrati, costruito su un piazzale, per le manovre di macchine e tir, di circa 20mila metri di superficie.

È la sede storica, dal lontano 1967, della Ghidi Metalli Srl, azienda metalmeccanica famosa nel mondo e iscritta da una trentina d’anni alla Cna, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa.

La famiglia Ghidi, che dà lavoro a 21 operai e a circa 600 distributori sparsi per tutto il pianeta, si insediò nel mercato con la produzione di articoli da regalo confezionati in rame e ottone.

«Poi però – racconta il titolare Pietro Ghidi – una crisi del settore ci fece riconvertire l’azienda in altri prodotti. Eravamo nel 1989 e le dieci ditte presenti in Valdinievole che commercializzavano articoli da regalo in rame e ottone sparirono tutte. Tranne noi, che iniziammo a lavorare con i serbatoi in acciaio inox pensati per contenere a livello industriale alimenti come vino, olio, birra, latte. I motivi del cambio di merce furono due: da una parte il nuovo prodotto non si trovava in mercati in espansione come l’Estremo Oriente, dall’altra proponevamo una tecnica particolare di saldatura che nessuno conosceva. E che fa parte del nostro know how».

Per i primi tempi la Ghidi Metalli si concentrò sulla lavorazione di serbatoi fino a mille litri di capienza, destinati ai piccoli produttori italiani ed europei. Poi, grazie alla partecipazione a numerose fiere di settore (come la Simei a Milano, l’Enomaq a Saragozza e l’Intervitis a Stoccarda), arrivò l’ampliamento, sia del mercato che della gamma di prodotti: ora l’azienda fornisce le grandi cantine con mastodontici serbatoi da 200 ettolitri.

L’area d'influenza della Ghidi di Buggiano comprende tutti i paesi della Comunità Europea, il Nord America, l’Asia e alcuni territori dell'Africa. Abbraccia in pratica quasi tutto il mondo. Anzi, soprattutto il mondo, visto che la Toscana e l’Italia intera non rappresentano mercati troppo fiorenti da esplorare.

«Il 70 per cento del nostro fatturato – dicono Marco e Pierpaolo Ghidi – che è di circa 2 milioni e 200mila euro all’anno, proviene dalle esportazioni. Pensi che in questo primo trimestre 2012 siamo arrivati alla cifra record del 90 per cento».

I numeri sono conseguenza anche dell'elevato tasso di innovazione che la Ghidi ricerca e promuove: ne è la prova il premio di innovazione viticola ed enologica ricevuto a fine 2011 alla Simei di Milano. Il riconoscimento andò a “Onda”, un serbatoio ad alta tecnologia testato sul campo dal corso di laurea in viticoltura ed enologia della facoltà di Agraria dell’Università di Pisa e in grado di far macerare, fermentare, affinare, maturare e conservare i vini bianchi e rossi, grazie all’iniezione di gas tecnici dal fondo e alla movimentazione e rimontaggio del liquido del mosto senza l'ausilio di pompe. E del “vinificatore” la Ghidi detiene il brevetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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