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Anche il cuore ha bisogno di riabilitazione

«Anche il cuore deve fare riabilitazione dopo un “incidente”»: così Luciana Iacopetti, che dal 1992 dirige la sezione di riabilitazione cardiologica aziendale all’ospedale di Pescia, spiega...

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PESCIA. «Anche il cuore deve fare riabilitazione dopo un “incidente”»: così Luciana Iacopetti, che dal 1992 dirige la sezione di riabilitazione cardiologica aziendale all’ospedale di Pescia, spiega il perché e l’importanza di questo servizio.

«Riabilitazione da noi – spiega – vuol dire non solo recupero di un vita normale, ma anche prevenzione da nuovi attacchi, e per questo i farmaci da soli non sono sufficienti. Bisogna aggiungere esercizio fisico, supporto psicologico, educazione per cambiare la dieta, smettere di fumare, seguire le cure e un adeguato stile di vita. È poi fondamentale che i pazienti possano avere un’opportunità di cambiamento, con un intervento personalizzato e differenziato».

Il percorso di riabilitazione cardiologica ambulatoriale rappresenta per l’Asl 3 ' una specificità di elevato livello qualitativo nel completamento del percorso assistenziale del cardiopatico. L’equipe multidisciplinare interviene nella fase ancora critica della dimissione dopo un attacco cardiaco, un infarto miocardico, un bypass o un’angioplastica coronarica o in caso di scompenso cardiaco.

Per circa due mesi garantisce, oltre al controllo clinico e strumentale, un intervento educativo sullo stile di vita e il controllo dei fattori di rischio, per rendere il paziente in grado di gestire la propria malattia.

Oltre alla palestra ci sono gli incontri collettivi di educazione sanitaria, a cui partecipano anche i familiari. Vengono riabilitati oltre 100 pazienti l’anno. Globalmente i pazienti fanno in un anno oltre 2mila accessi in palestra e sono 600 gli accessi per visite ed esami.

I risultati sono molto positivi: «Siamo soddisfatti del nostro lavoro perché – sottolinea Iacopetti – dei pazienti trattati circa il 90% presenta stabilizzazione del quadro clinico, ottimizzazione della terapia e miglioramento funzionale».

Al termine del percorso riabilitativo il paziente viene rinviato al proprio medico e può proseguire l’allenamento a domicilio o iscriversi alla riabilitazione di mantenimento con l’Associazione Amici del Cuore.

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